Cani randagi Ucraina, arriva una speranza

di Tippi Commenta

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Forse per i cani randagi dell’Ucraina c’è ancora una speranza. Sembra che la pressione delle proteste internazionali stia smuovendo qualcosa. Da alcuni giorni, infatti, non si registrano abbattimenti illegali e si è tenuta una messa in ricordo dei tanti animali uccisi. Lunedì prossimo, inoltre ci sarà l’incontro con il nostro ambasciatore presso l’Ambasciata italiana a Kiev.

La messa è stata voluta dalla principessa tedesca Maja von Hohenzollern, la cui Associazione si è impegnata nei giorni scorsi ad inviare in Ucraina un team di veterinari con il compito di provvedere alle sterilizzazioni dei cani. La principessa, infatti, ha seguito molto il lavoro di Andrea Cisterinino, il fotografo nostro connazionale che lavora a Kiev e che è diventato oramai, un punto di riferimento non solo per il nostro paese, ma anche per le altre realtà associative europee.

Sempre la prossima settimana, si terrà a Kiev una manifestazione per chiedere una pena severa per il responsabile dell’uccisione di 100 cani. Segnali importanti, dunque, dall’Ucraina, dove non ci sono solo quelli che ammazzano i randagi senza alcuno scrupolo, ma anche tanta gente di buon cuore che dedica il proprio tempo ad occuparsi di loro. Certamente, grazie al lavoro fatto da Cisterinino il massacro dei cani è uscito dalle cronache locali ed ha assunto una valenza internazionale, e ora finalmente, sembra smuoversi qualcosa, ma non bisogna farsi troppe illusioni.

Le autorità ucraine più di una volta hanno cercato di smorzare i toni bloccando formalmente l’uccisione dei randagi, nonostante tutto, però, Cisterinino ha continuato a documentare gli avvelenamenti dei cani e gli incendi dei ricoveri approntati dai volontari. Senza alcun dubbio l’assenza di notizie di nuovi abbattimenti fa tirare un sospiro di sollievo e una parte del merito va riconosciuta al nostro connazionale, ma è troppo presto per cantare vittoria. I cani sono esseri indifesi, ed è facile che, dopo questa tregua, possa tornare per loro l’inferno.

Via|GeaPress; Photo Credit|ThinkStock

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