Anche i topi sognano. A differenza di quel che si è sempre pensato, ovvero che i sogni fossero un fenomeno tipicamente umano, esso avviene anche negli animali. E più nello specifico in questa specie di roditori.

Come funziona il sonno nei topi
Negli ultimi anni diverse ricerche neuroscientifiche hanno mostrato che anche i topi potrebbero sognare. Questa scoperta non solo aiuterebbe a capire meglio il comportamento degli animali, ma potrebbe offrire nuove informazioni sul funzionamento dei sogni anche negli esseri umani.
Gli indizi maggiori arrivano dallo studio dell’attività cerebrale durante il sonno. Nei topi, come negli esseri umani, il cervello attraversa diverse fasi del riposo, tra cui la fase REM, quella in cui si concentrano la maggior parte dei sogni. Durante questo periodo il cervello è molto attivo, mentre il corpo rimane quasi completamente immobile.
Proprio osservando l’attività dei neuroni in questa fase, i ricercatori hanno iniziato a capire che qualcosa di simile ai sogni potrebbe avvenire anche negli animali. Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’ippocampo, una regione del cervello fondamentale per la memoria.
Quando un topo esplora un ambiente, alcuni neuroni chiamati “place cells” si attivano seguendo uno schema preciso, come se tracciassero una mappa mentale dei luoghi attraversati. Gli scienziati hanno osservato che, mentre l’animale dorme, gli stessi neuroni si riattivano nello stesso ordine, riproducendo il percorso compiuto durante la giornata. Come se il cervello murino “ripassasse” le esperienze vissute durante il sonno.
Modelli di attività cerebrale e loro funzione

Questo fenomeno è noto come “replay neurale”, cioè la riproduzione dei modelli di attività cerebrale associati a un’esperienza reale. Gli studiosi ritengono che questo processo sia importante per consolidare i ricordi e trasformarli in memoria a lungo termine. Alcuni esperimenti hanno mostrato che, se questo meccanismo viene disturbato durante il sonno, i topi fanno più fatica a ricordare le informazioni apprese in precedenza.
Un’altra scoperta interessante riguarda i movimenti degli occhi durante il sonno. Anche nei topi, durante la fase REM, gli occhi compiono rapidi movimenti sotto le palpebre chiuse. Analizzando questi movimenti e l’attività cerebrale associata, i ricercatori hanno ipotizzato che possano riflettere ciò che l’animale “vede” nel sogno, proprio come accade negli esseri umani. In pratica, gli occhi del topo potrebbero muoversi seguendo le immagini o le situazioni che il cervello sta rielaborando mentre dorme.
Comprendere questi meccanismi nei topi è importante perché i circuiti cerebrali che regolano il sonno nei topi sono molto simili a quelli umani. Per questo motivo i roditori vengono spesso utilizzati come modelli negli studi.
Se i sogni nei topi aiutano a consolidare la memoria, organizzare le informazioni e forse persino simulare situazioni future, è possibile che lo stesso processo avvenga anche nel cervello umano.