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Niente sanzioni per chi porta animali alla vivisezione dal TAR della Liguria

Vivisezione aperta a tutti

Anziché accrescere il valore aggiunto che solo un animale può dare si va a delineare l’essere a quattro zampe come merce di scambio. Questa riflessione mi è venuta leggendo la dichiarazione del Sindaco di Varazze (SV), Giovanni Delfino, che, a detta dell’ENPA di Savona, avrebbe lodato il ricorso di Federcaccia contro i maltrattamenti degli animali. Sempre l’ENPA denuncia che l’intervento di Giovanni Delfino è dovuto ai danni causati dai cinghiali nel territorio ligure. Di contro però i cacciatori non hanno rispettato moltissimi articoli del provvedimento.

Salvo previsione di reato nella città di Varazze sarà possibile utilizzare animali per spettacoli e giochi, esporli e catturarli anche se in libertà e detenere ovini, caprini, bovini, suini e cani in spazi ristretti con scarsa luce ed areazione, o eccessiva umidità o insolazione. Le pratiche appena descritte erano vietate se eccedenti ai parametri stabiliti, invece non ci sarà nessuna sanzione per i restanti dieci articoli, compresa la soppressione di animali non strettamente necessaria, la cessione di animali per vivisezione e sperimentazione ed il trasporto in condizione di sofferenza: è un aiuto alla vivisezione.

L’ENPA savonese invita Delfino a valutare la sentenza del TAR ed eventualmente a ripresentare il provvedimento, in vigore in molte altre città senza problemi di legittimità. Il TAR Liguria, Sezione II, può intervenire su questioni di legittimità, qualora un atto amministrativo contrasta con norme superiori, però rileggendo il provvedimento non è chiaro quale norma superiore possa prevedere la costrizione in spazi ristretti.

Geapress ricorda che un’Ordinanza menzionava che nel 1979 il Presidente della Repubblica aveva trasferito ai Comuni i compiti di vigilanza attribuiti all’ENPA in tema di zootecnia e protezione animali. Il Tar Liguria ha però rilevato come dal potere pervenuto ai Comuni “giammai può conseguire l’introduzione di divieti preventivi di determinate attività in materia venatoria da parte del Comune, del tutto sprovvisto, in base alla legislazione vigente alla data dell’atto impugnato, di poteri di tal genere e di così incisiva latitudine“.
Una sentenza che va contro i principi dell’ENPA, che ricordiamo esiste dai tempi di Garibaldi, che non si fermerà di certo dietro una ingiusta sentenza del TAR Liguria che permette di trattare gli animali al pari di merci di scambio senza tutelare i diritti di esseri umani a quattro zampe.

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