Lupo italiano condannato a morte in Svizzera

lupi, riapertura caccia al lupi

Si chiama M75 ed è stato condannato a morte: è un lupo di origine italiana reo di aver fatto strage di pecore, ma che risulta ancora imprendibile visto che si sposta in continuazione fra l’Italia e la Svizzera tanto da far perdere le sue tracce.

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Ritenuto troppo dannoso per il bestiame, di M75 è stato ordinato l’abbattimento lo scorso 24 marzo da parte delle autorità elvetiche, ma a distanza di un paio di mesi, il lupo risulta ancora latitante. 

Gatti allevati come cibo, shock in Svizzera

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Nella civile e moderna Svizzera un caso sta creando scompiglio: quello di un contadino che vive a Haslen, che alleva gatti per poi cucinarne le carni. Insomma, alleva mici per mangiarli. Davvero un episodio terribile, che ha sollevato l’indignazione popolare, soprattutto quella dei vicini di casa dell’uomo, che hanno denunciato il tutto, senza però trovare riscontro da parte delle autorità. Ecco come sono andati i fatti.

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Caccia al gatto in Svizzera

Caccia al gatto in Svizzera? Completamente legale. Non tutti lo sanno ma sparare ad un gatto selvatico in territorio elvetico non è affatto un reato e purtroppo nemmeno ai gatti domestici che si sono allontanati e vagabondano ad oltre 200 metri dalle loro case, un percorso davvero irrisorio in lunghezza che sappiamo in quanti secondi, pochi, pochissimi, è in grado di percorrere l’agilissimo gatto nel suo peregrinare alla ricerca di prede o di compagni di giochi. Se poi pensiamo a quanta strada riescono a percorrere i gatti quando ricorre la stagione degli amori, capiamo che essere un gatto in Svizzera non è proprio una passeggiata, anzi lo è, ma mortale, senza ritorno.

Chiarezza sul cane ucciso per una tassa non pagata

Barboncino

Tgcom titolava nella sezione mondo il 5 Febbraio 2011: “Svizzera, non paga tassa: cane uccisoè una delle tante testate – tra cui il TG1 ndr – che ha diffuso una notizia che pare sia falsa.

Paolo Attivissimo, cacciatore di bufale indaga: “La signora Iannotta, spiega Némitz, non esiste, per cui non c’è nessun suo cane da abbattere, quand’anche lo si volesse fare.

In Svizzera non si bada a spese per la cura degli animali domestici

Secondo un recente sondaggio, in Svizzera abitano circa 2,8 milioni di animali da compagnia, e che siano cani, gatti, roditori o pesci, sono molto amati dai loro proprietari, i quali arrivano a spendere fino a 150 franchi al mese per la loro cura.

Il sondaggio è stato effettuato su un campione di circa 2.500 persone, il 60% delle quali ha dichiarato di spendere, appunto, di non badare a spese per la cura dei propri animali domestici; vediamo esattamente le cifre del sondaggio:

Il 74% dei partecipanti al sondaggio afferma di essere proprietario di un animale domestico. Quasi la metà vive con un gatto, il 30% con un cane e il 7,4% con cane e gatto. I nuovi animali da compagnia, quali roditori e rettili, sono anch’essi ben rappresentati con un 7,4%.

Svizzera, no all’avvocato degli animali

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La Svizzera boccia definitivamente la proposta di istituire una figura che possa difendere gli animali maltrattati. Per cani e gatti vittime di violenze, quindi, la vita continuerà ad essere dura e non ci sarà una legge ad hoc che prevede la presenza di una persona in grado di evitare che non vengano curati e coccolati a dovere. Per i nove milioni di amici a quattro zampe che abitano questo Stato, infatti, nei giorni scorsi era stato predisposto un refendum che in caso di voto positivo, avrebbe portato ogni Cantone ad avere un cosiddetto avvocato per ogni causa che meritasse l’attenzione della legge, ma il settanta per cento di coloro che vi hanno preso parte, ha votato negativamente.