Genova, obbligatorio pulire la pipì dei cani 

Anche a Genova diventa obbligatorio pulire la pipì dei cani: il consiglio del capoluogo ligure infatti ha appena approvato l’introduzione della nuova regola che obbliga i proprietari di cani e portare con sé anche una bottiglietta d’acqua in modo tale da poter pulire la pipì del proprio cane negli spazi della città. Dopo l’approvazione ci sarà comunque una prima fase di sperimentazione e di tolleranza, anche se al momento non è stato definito lo stesso periodo di tolleranza in questione. 

pipì, cani,
Labrador retriever with leash is waiting for walk

Successivamente, quando l’ordinanza entrerà a pieno regime, chi  verrà colto in flagrante a trasgredire quando previsto dal Comune, verrà sanzionato con una multa variabile che potrà andare da 50 a 300 euro.

Abruzzo, vietato sfamare i gatti randagi a Cocullo

Vietato sfamare i gatti randagi in città: è questa l’ordinanza di  Sandro Chiocchio, sindaco di Cocullo, un paesino abruzzese. La nuova ordinanza vieta di fatto la somministrazione di alimenti ai gatti per cercare di arginare il fenomeno del randagismo. 

dieta gatto

I cittadini tendono a sfamare i gatti del paese offrendo loro avanzi di pranzi, latte o carne, ma come conseguenza i gatti randagi lasciano i loro bisogni fisiologici lungo le strade del piccolo centro. E fra urina ed escrementi, la situazione è diventata insostenibile tanto che il sindaco ha emanato l’ordinanza come soluzione estrema a causa delle lamentele continue dei cittadini. 

Per cani e gatti di Roma Capodanno senza paura

Capodanno senza timori e tremori per i cani e gatti ‘capitolini’:  per la prima volta nella storia della città, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha firmato un’ordinanza in cui si fa assoluto divieto di usare fuochi d’artificio e petardi durante i festeggiamenti per il Capodanno. Plaudono il provvedimento le associazioni animaliste a cominciare dall’Enpa, l’ente nazionale protezione animali.

 

 

Interventi coda e orecchie, Martini: “Niente mostre per i cani operati”

Gli interventi sui cani che implicano il taglio delle orecchie e della coda, e in generale tutte le operazioni che modificano la morfologia canina per rispettare standard di razza, caratteristiche estetiche, esigenze pratiche, sono da mesi oggetto di polemiche e di scontro, oltre che tra le associazioni della caccia, gli allevatori e gli animalisti, anche politico. Nello specifico a divergere a riguardo sono le posizioni dell’onorevole Francesca Martini, sottosegretario alla Salute e del Ministro della Salute Ferruccio Fazio.

Gli interventi a fini estetici devono essere vietati o no? E chi decide quando si tratta di fini meramente estetici piuttosto che delle necessità additate dai cacciatori per preservare i cani dal rimanere impigliati nei rami e nel sottobosco ferendosi ed esponendosi a fratture? Fazio aveva aperto a una deroga poco tempo fa, i maligni sostengono proprio per via della sua passione venatoria.

La Martini oggi rilancia: l’Italia, recependo la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, è tenuta a specificare come comportarsi per quanto concerne queste procedure.

Al bando le esche avvelenate

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Finalmente sulla gazzetta ufficiale è stata pubblicata l’ordinanza che vieta di utilizzare o detenere esche o bocconi avvelenati: tale ordinanza è modificativa di quella precedentemente emessa il 18 dicembre 2008, aumentandone di fatto l’efficacia. Il sottosegretario alla salute Francesca Martini ha precisato che l’uso di esche avvelenate o contenenti vetri, metalli o altri materiali pericolosi colpisce indiscriminatamente la fauna domestica e selvatica e può costituire un grave pericolo anche per le persone, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.

Il fenomeno dello spargimento di esche avvelenate in terreni, giardini, strade o altri luoghi frequentati da animali è purtroppo un triste fenomeno che da nord a sud investe la nostra penisola. Ma non si tratta solo di un problema legato alla salute ed alla vita degli animali ma anche delle persone: è una pratica illegale, pericolosa, incivile.

L’Ordinanza prevede, in caso di reperimento di esche o bocconi avvelenati, l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria da parte di proprietari di animali e veterinari, obbligo di segnalazione al sindaco del comune in cui sono rinvenute le esche, il quale dovrà provvedere tempestivamente a bonificare le zone infette, per prevenire i rischi diretti per la salute dell’uomo e degli animali.