Troppi randagi al Sud: serve l’esercito?

di Giulia Commenta

Il fenomeno del randagismo al sud è una piaga ed una emergenza sociale che, per essere debellata, necessita di interventi straordinari per i quali non bastano ne i fondi messi a disposizione dal governo, ne la buona volontà di centinaia di volontari che si prodigano per arginare questo fenomeno, nè i pochi medici veterinari della sanità veterinaria pubblica e delle associazioni che si danno da fare per eseguire il maggior numero possibili di sterilizzazioni.

Per questo l’Aidaa, associazione italiana a difesa degli animali e dell’ambiente, chiede l’intervento dell’esercito affinchè, insieme a dei volontari, si possa procedere alla cattura non cruenta degli animali da destinare alla sterilizzazione. Secondo i dati dell’associazione, sono 600.000 i cani vaganti concentrati nelle regioni del centro-sud, con punte impressionanti in Puglia, Calabria,Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna.

Sono ben ottantaquattro i canili lager denunciati alle forze dell’ordine per infiltrazioni della malavita organizzata, decine le denunce di volontari ed associazioni contro il traffico dei cani che, prelevati dalle strade del sud in maniera incontrollata, vengono spediti in Svizzera e Germaniae a volte destinati ai laboratori di vivisezione con la compiacenza di canili del nord, nei quali i cani vengono smistati e microchippati intestandoli a nominativi fittizi. Senza contare quelli che finiscono nel giro dei combattimenti clandestini.

Da questa situazione non si esce se non con un piano straordinario di intervento di sterilizzazione e microchippatura dei cani randagi. Chi in Italia se non l’esercito è in grado di mettere in moto una macchina cosi imponente in tempi rapidi?

Il piano sarebbe realizzabile attraverso una task-force a capo della quale occorre ci siano i veterinari della sanità militare, coadiuvati dai vertici veterinari della sanità pubblica delle singole regioni e da volontari scelti tra le maggiori associazioni presenti sul territorio. (fonte Apcom)

Siamo certi che serva l’Esercito? Non basterebbe una serie di interventi mirati e serie da parte delle pubbliche amministrazioni? Vi terremo informati sull’andamento della proposta presentata da Aidaa.

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