Cosa sono le pulci dei ghiacciai? Scopriamo insieme la storia di questi insetti davvero interessanti e dalle importanti doti di sopravvivenza.

La particolarità delle pulci dei ghiacciai
Parliamo di creature davvero affascinanti, piccolissime e apparentemente incredibili. Possono infatti vivere su ghiaccio e neve dove la maggior parte degli organismi non potrebbe sopravvivere. Non sono vere pulci come quelle che troviamo sui nostri animali domestici, né insetti tipici, ma fanno parte di un gruppo di esapodi chiamati collemboli o “springtails”, caratterizzati dalla capacità di saltare grazie a un organo speciale sotto il corpo detto furca.
Le pulci dei ghiacciai misurano appena uno o due millimetri di lunghezza e spesso sono di colore scuro. La loro presenza è così sorprendente perché questi ambienti sono estremamente freddi e apparentemente privi di risorse.
Tuttavia, proprio sui ghiacciai si formano micro-ecosistemi: piccole zone dove alghe, batteri e detriti organici si accumulano e forniscono nutrimento a forme di vita adattate a condizioni proibitive. Alcune specie di collemboli vivono esclusivamente a contatto del ghiaccio e non sopravvivono al di fuori di questi habitat freddi, motivo per cui sono definite scientificamente “pulci dei ghiacciai”.
Adattamenti biologici importanti

La sopravvivenza in un ambiente così rigido è possibile grazie ad adattamenti biologici straordinari. In primo luogo, queste creature producono sostanze che agiscono come antigelo naturale nei loro corpi. Composti zuccherini e alcolici, simili a quelli che mantengono il punto di congelamento dei fluidi corporei molto basso, impediscono la formazione di cristalli di ghiaccio che altrimenti danneggerebbero le cellule. Questo permette loro di resistere a temperature ben sotto lo zero, dove altri animali non potrebbero sopravvivere.
Oltre agli zuccheri e agli alcoli, alcuni collemboli producono proteine “antigelo”. Ovvero proteine speciali che si legano ai cristalli di ghiaccio in formazione e ne bloccano la crescita. Queste proteine sono ricche dell’amminoacido glicina e rappresentano una delle chiavi per restare attivi anche quando l’ambiente circostante è congelato. Senza di esse, l’acqua nei loro tessuti si trasformerebbe in ghiaccio con effetti fatali.
L’attività delle pulci dei ghiacciai non è costante tutto l’anno. Durante i periodi più freddi si rifugiano nelle fessure tra neve e ghiaccio, dove il microclima è leggermente più stabile, mentre nei periodi in cui la superficie inizia a sciogliersi possono emergere in grandi gruppi per nutrirsi di alghe microscopiche e detriti organici, spesso visibili come puntini neri sulla neve bianca.
La loro presenza e abbondanza può fornire informazioni preziose sugli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi glaciali, oggi fortemente minacciati dalla fusione dei ghiacci.