Malattie virali pesci, la linfocisti

di Paola P. Commenta

Malattie dei pesci dell’acquario, oggi parliamo di un virus molto diffuso che scatena la linfocisti, una patologia che fortunatamente non è quasi mai fatale ma che provoca lesioni fisiche agli esemplari colpiti. Si tratta, nello specifico, di un iridovirus abbastanza grosso nelle dimensioni trattandosi di un agente virale: misura infatti tra i 180 ed i 300 nm ed attacca il tessuto connettivo dell’animale. Per avere un’idea di quanto sia diffusa la linfocisti nella popolazione ittica, pensate che colpisce oltre 125 specie. Il suo campo di azione è altrettanto vasto perché intacca sia varietà che vivono in acqua dolce che quelle che abitano ambienti salmastri, sia pesci d’allevamento che selvatici.

Ovviamente, per via delle lesioni fisiche di cui accennavamo sopra, gli effetti sono più sentiti soprattutto per i pesci d’acquario perché viene a mancare una componente estetica fondamentale per le vasche allestite dagli acquariofili: si deturpa infatti l’aspetto dei pesci ornamentali.

Ma come agisce il virus? Il decorso è molto lento. In pratica attacca le cellule e ne causa gradualmente l’ipertrofia ovvero un aumento di volume. Lo riconosciamo, quando colpisce uno o più esemplari presenti nel nostro acquario, da sintomi come la presenza di noduli abbastanza grossi, di un colore che va dal bianco al grigiastro, che si notano su pinne e branchie. E ancora puntini bianchi e/o rosa sulla pelle, sulle pinne ed in bocca. Il pesce, per darvi un’idea più precisa per effettuare la diagnosi, è come fosse coperto di granelli minuscoli di farina che vanno via aumentando di volume.

Tra le cause, ovviamente, come ormai sappiamo per le malattie dei pesci, c’è lo stress. I pesci possono anche essere portatori sani della patologia ed ammalarsi però solo quando hanno subito dei traumi, delle lesioni e dei problemi ambientali recenti che abbassano le difese immunitarie dell’animale. Colpisce maggiormente i pesci che sostano spesso nell’area inferiore dell’acquario perché le cellule infette rilasciate dagli esemplari colpiti sono pesanti e tendono verso il fondo della vasca.

Per quanto riguarda il trattamento, i pesci colpiti vengono isolati per osservare l’eventuale insorgenza di infezioni secondarie ed intervenire con la cura appropriata.
A funzionare  è la disinfezione con il vapore della vasca, una volta svuotata ovviamente. Questo perché alla temperatura di 60° C il virus viene a disattivarsi.

[Fonti: Fish Channel; GAEM, Gruppo Acquariofilo Milanese]
[Foto: reefaquariumtrials.blogspot.com]

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