Jan Fabre: le sue opere offendono la dignità degli animali

di Francesca Spanò 1

gatto

Il celebre artista belga Jan Fabre, questa volta, sta creando una serie di polemiche intorno alla mostra che terrà nei prossimi giorni a Firenze, che lasciano poco spazio ad ulteriori commenti. Le critiche sono partite dalle associazioni animaliste, per poi allargarsi ai gruppi di facebook e al Consiglio Comunale. Sembra, infatti, che le sue installazioni possano offendere la dignità degli animali, in quanto alcune li ritrarrebbero imbalsamati, riempiti di nastri e orpelli esagerati o, addirittura appesi ai ganci. Tra le creature in questione ci sono cani, gatti, renne, vitelli e cigni. L’artista, inoltre, conferma di aver cercato dei soggetti già morti per poterne realizzare degli scatti molto forti, ma quasi nessuno crede a questa sua confessione, molti pensano che si sia “procurato” da solo i protagonisti da immortalare.

Per quanto riguarda il Consiglio comunale di Firenze, come è riportato anche su sito de La Stampa, deve adesso decidere su una mozione presentata dal Pdl e sottoscritta da tutti i capigruppo, anche dalla maggioranza. All’interno del testo, le richieste sono molto precise e perentorie “evitare che si tenga la rappresentazione dell’artista belga“. Sconvolgere i visitatori cercando forzatamente delle immagini crude e forti, ritengono i più, è assolutamente da evitare. Intanto a rispondere alle accuse ci pensa l’organizzatore dell’evento, Fabbrica Europa, che considera un pò esagerati gli attacchi, ritenendo invece che non vi sia nulla di particolarmente offensivo nei confronti degli animali.

Gli attivisti, però, non accennano a “deporre le armi” e, la sera prima dell’inizio dell’evento, pensano di prendere parte anche ad un presidio e gli stessi consiglieri comunali credono comunque che sia giusto fermare l’inziativa per via del “comportamento tenuto dall’artista nei confronti di questi esseri viventi“. Nell’inverno scorso Fabre sbarcò nella Città Eterna, con lo spettacolo “Orgy of tolerance”, parlando di pornografia e consumismo e fu un vero successo.

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