
Tra le malattie degli occhi che possono colpire il cane, il glaucoma è quello più sconosciuto, ma tutt’altro che trascurabile. Si tratta, infatti, di una patologia subdola, che avanza in maniera silente e che può portare anche alla cecità. Può colpire anche i gatti, sebbene con minor frequenza.
Nell’occhio del cane, ma anche in quello del gatto, sono presenti dei liquidi che consentono all’organo di funzionare correttamente e di mantenere la pressione interna stabile. Questi liquidi vengono prodotti dall’organismo, che li immette nell’occhio e li fa defluire attraverso dei canaletti. Quando i canaletti di deflusso non riescono a smaltire la giusta quantità di liquidi oculari provocano una sorta di sovraddosaggio dei liquidi stessi, che causa a sua volta un innalzamento della pressione interna dell’occhio.
Le cause di queste ostruzioni possono essere diverse, da quelle genetiche ereditarie ai traumi dell’occhio. L’eccessiva pressione interna, non consentendo alla pupilla di contrarsi e distendersi in modo ottimale, provoca una serie di conseguenze anche gravi e nel giro di poco tempo come la pupilla sempre spalancata, la retina bruciata e il nervo ottico atrofizzato. Può anche capitare che il cristallino si sposti dalla sua sede naturale e scivolare all’interno dell’occhio, scomparendo. Purtroppo la malattia non si arresta e se non si interviene, si compromette in modo irreversibile la vista del cane.
È chiaro che una diagnosi immediata e una cura tempestiva può risparmiare al cane molte sofferenze, a patto che il veterinario sappia individuare subito il disturbo. Non tutti i medici, infatti, sono dotati del tonometro, un piccolo apparecchio che consente in pochi secondi e senza alcuna sofferenza per l’animale, di misurare la pressione dell’occhio e quindi di diagnosticare il glaucoma in tempi rapidi e in modo certo. Il glaucoma viene trattato con diuretici osmotici per via endovenosa per migliorare il drenaggio dei liquidi e agenti topici a gocce che inibiscono l’anidrasi carbonica. Se la malattia non può essere controllata con la terapia medica, si ricorre al trattamento chirurgico.
Via| Dottore Veterinario Alessandro Prota; Photo Credit| Thinkstock