Gatto persiano nello spazio per l’Iran

di cinzia iannaccio Commenta

gatto persiano spazio IranUn gatto persiano a pelo lungo sarà il protagonista del prossimo lancio di una navicella spaziale da parte dell’Iran: si tratta dell’ennesimo test (dopo un topo, una tartaruga e dei vermi) che dovrebbero portare in orbita per l’Iran un essere umano entro il 2018.

La spedizione dovrebbe avvenire entro il prossimo Marzo, e la scelta del felino di razza sembra essere ricaduta in quanto simbolo del Paese: si tratta di un animale amato ed apprezzato in tutto il mondo che mutua proprio il suo nome da quello antico dell’Iran, ovvero la Persia.

A livello internazionale questi test sono guardati con preoccupazione, perché si sospetta che dietro al sogno della “conquista dello spazio”, il governo di Teheran nasconda sperimentazioni per strumenti bellici, ma anche volendo escludere ciò rimane il fatto che nel terzo millennio si continuano a fare sperimentazioni con gli animali, anche per spedire una navicella nello spazio.

Il primo animale ad entrare nella storia in tal senso a bordo dello Sputnik fu il cagnolino Laika, nel 1957, mentre il primo gatto fu protagonista nel 1963 sul missile Veronique francese. Tornò a casa sano e salvo. Non si può dire lo stesso con certezza della scimmietta spedita dall’Iran all’inizio di quest’anno. Ricordate le immagini terribili ? (Qui)Le autorità del posto hanno mostrato un ritorno in salute del primate, ma molti sono i dubbi circa la veridicità di tali documenti, presentati solo per placare la protesta degli animalisti: in non pochi hanno infatti affermato come le foto mostrate sembravano ritrarre un’altra scimmia.

Ed ora il rischio per il gatto è particolarmente alto. Gli animali con il musetto schiacciato, proprio come il gatto persiano ed altre razze, anche canine, note come brachicefale, hanno difficoltà di respirazione in specifici contesti ed ad alta quota, a tal punto che data l’alta mortalità in volo di questi animali, molte compagnie aeree ne vietano esplicitamente l’imbarco.

Ci auguriamo che le autorità iraniane valutino a fondo questo aspetto e ritornino sui propri passi.

Foto: Thinkstock

 

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