Cani dentro, in mostra la pet therapy per detenuti

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Si chiama Cani dentro ed è stata appena inaugarata all’interno del carcere don Bosco di Pisa: è una mostra fotografica allestita per i detenuti che vorranno visitarla, tempo una settimana, per poi approdare in altri luoghi.  Raccoglie una trentina di scatti in bianco e nero della fotografa Maria Cristina Germani che documentano il progetto all’avanguardia di pet therapy svolto all’interno dello stesso istituto nell’anno 2015, che ha alleviato la solitudine dei detenuti attraverso l’incontro e l’interazione con i cani, compresi i propri.

 

cane e uomo

 

Il progetto, unico del genere in Toscana, ha permesso ai detenuti di stare con i cani. Innanzitutto quelli che gli operatori dell’associazione Do Re Miao!, autorizzati da uno speciale permesso, hanno potuto accompagnare all’interno del carcere. Ma, caso unico forse in Italia,  anche i cani di proprietà dei detenuti  favorendo così il ricongiungimento con un membro della famiglia altrimenti escluso dalle visite.

Non vedevo il mio cane da due anni e mezzo. Quando è entrato in carcere per la prima volta tremava, poi mi ha riconosciuto. A quel punto ha cominciato a rilassarsi, mi ha fatto le feste e l’ho accarezzato per tutto il tempo che ho potuto.

Le parole di uno dei detenuti presenti all‘inaugurazione della mostra hanno restituito tutto il senso e il valore di questa particolare condizione: poter fare pet therapy in carcere proprio con il proprio cane, non più visto per tanto, troppo tempo.

Non a caso dopo questa esperienza, la casa circondariale di Pisa, ha reso questa pratica permanente.
Come confermano le osservazioni delle educatrici e delle psicologhe coinvolte, la relazione con il cane ha permesso a molti di far emergere aspetti della propria personalità e ha facilitato i processi di recupero e integrazione dei soggetti coinvolti.

Le immagini della mostra sono state raccolte, corredate da alcune riflessioni scritte dalle persone detenute durante il progetto in un catalogo edito dalla casa editrice Haqihana, cui seguirà la pubblicazione di un libro fotografico con tutti i testi raccolti.

 

 

Fonte ansa.it

Photo credits Maria Cristina Germani

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