Niente ritorno dei bradipi presso lo Sloth World Orlando. Gli animali troveranno una nuova destinazione, come d’altronde si sospettava.

Cosa è successo ai bradipi di Sloth World Orlando
Questo parco doveva essere una delle attrazioni più insolite della Florida. E un grande spazio dedicato ai bradipi, presentato come un’esperienza educativa e vicina alla conservazione degli animali. Non sarà più così. Il progetto, promosso come il primo “slotharium” al mondo, prometteva ai visitatori la possibilità di osservare decine di bradipi provenienti dal Sud America all’interno di un ambiente controllato.
Tuttavia, prima ancora dell’apertura ufficiale, la struttura è finita al centro di una delle polemiche animaliste più discusse degli ultimi mesi negli Stati Uniti. E’ ora arrivata la conferma definitiva. Ovvero Sloth World non aprirà mai. I proprietari hanno annunciato l’intenzione di dichiarare bancarotta e interrompere completamente il progetto dopo le indagini sulle morti di numerosi bradipi.
Secondo i documenti della Florida Fish and Wildlife Conservation Commission, almeno 31 bradipi sarebbero morti tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 in un magazzino utilizzato per ospitare temporaneamente gli animali prima dell’apertura dell’attrazione. Alcuni esemplari provenivano dalla Guyana, altri dal Perù. Le autorità hanno riferito che molti animali sarebbero stati tenuti in condizioni non adeguate, con problemi legati al riscaldamento, all’alimentazione e alla gestione sanitaria.
Problematiche sanitarie gravi

Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente l’opinione pubblica riguarda il cosiddetto “cold stun”, una sorta di shock da freddo. I bradipi, animali tropicali molto sensibili alle temperature basse, sarebbero stati esposti a condizioni incompatibili con la loro sopravvivenza dopo il guasto di alcuni sistemi di riscaldamento. Diverse inchieste giornalistiche hanno inoltre parlato di un magazzino privo delle autorizzazioni corrette per ospitare animali esotici.
Nel frattempo, associazioni come la Sloth Conservation Foundation e The Sloth Institute avevano già espresso forti dubbi sul progetto, criticando soprattutto l’utilizzo di bradipi catturati in natura e destinati a un’attrazione turistica.
Dopo l’esplosione del caso, molti degli animali sopravvissuti sono stati trasferiti allo zoo di Central Florida e ad altre strutture accreditate dall’Association of Zoos and Aquariums. La vicenda ha avuto anche conseguenze politiche. In Florida è stata avviata un’indagine penale per chiarire eventuali responsabilità nella gestione degli animali e nel sistema di autorizzazioni che aveva permesso al progetto di andare avanti.
Inoltre, le autorità statali hanno deciso di sospendere temporaneamente l’importazione di bradipi nello Stato, proprio in seguito allo scandalo legato a Sloth World. Insomma, quello che poteva essere un progetto interessante di conservazione, almeno per come annunciato, si è rivelato un fallimento.