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Gli animali si acquistano anche a rate

Cuccioli di pomeraniaSono una persona che fa girare l’economia online, mi piace acquistare prodotti sul web anche visti i prezzi molto concorrenziali, gli unici “prodotti” che non compro online sono gli animali, vi avevamo parlato lanciato dell’Aidaa: è allarme vendita cani on line, il problema in questo caso è che prima di portare un cucciolo a casa bisogna conoscere di persona l’allevatore, guardarlo dal vivo, insomma non si può adottare un pelosino a scatola chiusa.

La notizia che vi sto per narrare è forse più allarmante, se l’acquisto di un animale a scatola chiusa non pregiudica più di tanto l’amore che gli può essere dato, l’idea di vendere un animale a rate porta con se una serie di riflessioni importanti.

Innanzitutto il cane non è un mobile, non è un elettrodomestico, non è un TV 3D da 55″, è un essere vivente, la cosa che più mi ha dato fastidio della formula di acquisto a rate di un cane, o anche altri animali, è vedere il diritto di recesso.

Per chi non lo sapesse il diritto di recesso si equivale al “soddisfatti o rimborsati”, poi trovo ridicola la garanzia di un anno, è giusto tutelare l’acquirente in caso di tare genetiche o altri problemi con un rimborso ma se la garanzia significa sostituire il cucciolo oppure riportarlo all’allevatore è aberrante.

Ho letto di annunci che promettono animali di razza a partire da 14.90 euro al mese con la possibilità di ottenere finanziamenti, lo dimostra il fatto che alcune finanziarie da alcuni mesi hanno attivato il servizio di “finanziamento degli animali vivi” che permette di accedere ad un finanziamento rateale che garantisce all’allevatore l’incasso immediato dei suoi soldi mentre l’acquirente paga a rate, arrivando anche ad anni di pagamenti.

PetPassion ha interpellato una nota finanziaria nazionale “ci dicono che i numeri di questi finanziamenti sono interessanti e in crescita da quando circa un anno e mezzo fa hanno iniziato a garantire questo tipo di finanziamento“.

I problemi che vengono a galla sono molti, innanzitutto cosa succede se il proprietario del cane interrompe i pagamenti? Secondo la legge italiana dopo tre solleciti inviati dalla finanziaria il cane, pensato al pari di un’automobile, l’animale può essere pignorato finendo sotto sequestro oppure, in casi estremi, essere sequestrato e trasferito in un canile oo dato in affidamento ad un privato, si spera, più intelligente del padrone ed infine il cane potrebbe essere messo all’asta.

Prendiamo in considerazione il diritto di recesso che, in teoria, permette il cambio del cane in caso di malformazioni congenite o altre malattie entro un mese dall’arrivo a casa dell’animale, capisco se il proprietario fosse indennizzato per pagare eventuali spese ma nel caso di restituzione dell’animale che fine fa? Nella maggior parte dei casi vengono soppressi, tranne pochi fortunati che trovano adozione presso privati o associazioni che li accolgono se hanno spazio visto che hanno precedenza i cani importati clandestinamente.

Come si fa a far adottare un animale ad una persona che probabilmente non avrà i soldi per portarlo dal veterinario, fare le vaccinazioni, dargli da mangiare i prodotti idonei, questa formula fa buchi da tutte le parti tranne che nelle tasche di allevatori che trattano gli animali come oggetti, voi cosa ne pensate?

Fonte

L’ultima trovata dei venditori di cuccioli di cani ed altri animali per combattere la crisi è la proposta del “cane a rate” come se si trattasse di un elettrodomestico o di un’automobile. Si tratta decisamente di un abominio, dal quale Petpassion desidera mettervi in guardia.
Impazzano in internet i siti di allevatori (o presunti tali) che offrono cuccioli di cani di razza a partire da 14.90 euro al mese e in alcuni casi addirittura con diritto di recesso e garanzia di un anno.
Andando un poco più a fondo nella ricerca scopriamo inoltre che questi acquisti di cuccioli sono “finanziabili”, infatti le maggiori finanziarie da alcuni mesi hanno attivato il servizio di “finanziamento degli animali vivi” in poche parole si accede ad un finanziamento rateale (con interessi piuttosto alti) che da una parte garantisce all’allevatore l’incasso immediato dei suoi soldi mentre l’acquirente paga in alcuni casi con rate che raggiungono gli 84 mesi il proprio cane.
Il sistema pare funzionare ed infatti da noi interpellati i funzionari di una nota finanziaria nazionale ci dicono che i numeri di questi finanziamenti sono interessanti e in crescita da quando circa un anno e mezzo fa hanno iniziato a garantire questo tipo di finanziamento.
Già tutto bene allora? Noi diciamo assolutamente di no, in quanto il cane o il gatto o qualunque altro animale venga comperato a rate va incontro a rischi altissimi.
La prima domanda è cosa succede se il proprietario del cane interrompe i pagamenti? Secondo la legge italiana, dopo i tre solleciti inviati dalla finanziaria, il cane può essere pignorato e finire sotto sequestro e in casi estremi addirittura essere sequestrato e posizionato presso un canile o una struttura o dato addirittura in affidamento a un privato.
Ma non è tutto: infatti, alla fine della trafila il cane potrebbe essere messo all’asta.
Diversa, ma altrettanto grave la questione del diritto di recesso che gli allevatori più seri non applicano, mentre la maggior parte dei siti internet borderline applicano per trenta giorni e con una garanzia di un anno.
Questo in teoria permette il cambio del cane in caso di malformazioni congenite o altre malattie entro un mese dall’arrivo a casa dell’animale.
Nessuno si è mai chiesto che fine fanno gli animali restituiti che sono malati? Vengono semplicemente soppressi, tranne pochi fortunati che trovano adozione presso privati o associazioni che li accolgono, ma si tratta di una minoranza, in quanto in questo sistema trovano spesso collocazione anche i cani importati clandestinamente, per cui quelli malati non vengono certo registrati all’anagrafe canina, stesso dicasi per i cuccioli di gatto.

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