Anche gli animali vittime della malasanità

di Redazione 1

cane

C’è la storia di Chicca, in piccolo chiwawa al quale non è stata diagnosticata una grave disfunzione e adesso, a distanza di due anni, ha perso la vista e l’uso parziale delle gambe e come questa piccola creatura, in Italia ci sono milioni di casi di malasanità. Un problema che, evidentemente, non riguarda soltanto gli uomini ma, ancora di più gli animali, vittime di poca preparazione da parte di qualche medico o forse soltanto di noncuranza, a volte persino da parte dei padroni che magari sottovalutano il problema. Il dramma che si consuma in questi casi, forse, è ancora più grave, per il semplice fatto che la comunicazione non può avvenire come fra le persone e, quindi, un cane, un gatto o qualsiasi altro amico domestico, è condannato ad una sofferenza silenziosa e incomprensibile, fino a quando si scopre che forse si poteva intervenire in tempo.

Esistono anche delle cliniche in giro per la penisola, che propongono cure molto costose e continue, senza però che si notino dei reali miglioramenti nel proprio animale e, allora, sorge il dubbio che non sempre si agisca in modo onesto e che il dio denaro, a volte valga più della vita di un altro essere vivente. Ovviamente sono soltanto ipotesi e resta valida la teoria che errare è umano, ma come accade con le persone, forse bisognerebbe denunciare tutte le volte che qualche evento di tal genere si verifica, in modo da scongiurare che i casi si moltiplichino.

E’ vero comunque che il settore è in buona parte in mano ai privati e non ci sono tutt’oggi dei controlli capillari che metterebbero certamente fine a molte situazioni ambigue, ma a volte sono una serie di concause a far accadere l’irreparabile. Padroni poco presenti, strutture non valide, sintomi non ancora venuti fuori e forse, anche il famoso destino, al quale si può credere o meno, intanto spesso succedono degli eventi che mai si sarebbero immaginati, anche nel settore degli animali.

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