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Albano Carrisi e l’antipatia per i gatti neri

Albano Carrisi, nel corso di una trasmissione condotta da Alfonso Signorini qualche giorno fa, si è lasciato andare a strane confessioni sui gatti neri riferendosi ad alcuni periodi tormentati dalla sua vita, in particolare a proposito della moglie Romina Power e della figlia scomparsa.

Il cantante, poi, su sollecitazione del conduttore, ha riferito che sul finire del del 1993, davanti alla sua casa si vide 5 gatti neri che non andavano via. Signorini ha sottolineato subito dopo come il periodo successivo a quell’evento fu un anno tremendo per Carrisi. Ad ogni modo, a proposito dei gatti neri, Albano ha sottolineato che lui non è razzista (!?).

A seguito di questo episodio è intervenuta l’Associazione Tutor Animali di Milano, che ricorda come purtroppo questi discorsi, pur non avendo alcun senso influenzano l’opinione pubblica, soprattutto se fatti da persona molto nota come appunto è Albano. Un riferimento, quello ai gatti neri, che il cantante forse farebbe bene a lasciare con i suoi tormenti, dicono gli animalisti. Le parole, effettivamente, hanno un peso e per quanto sembri incredibili, ci sono ancora persone che credono in queste cose.

L’associazione gatto nero uguale sfortuna, infatti, è una superstizione ancora oggi viva e a causa della quale molti felini vengono uccisi. Per questo motivo, l’Aidaa ha indetto il “Gatto nero day”, che ricorre il 17 novembre di ogni anno. La credenza che il gatto nero porti sfortuna ha origine nel Medioevo quando i gatti in genere erano considerati i diabolici compagni delle streghe, per la loro abitudine a uscire di notte. Quelli di colore nero inoltre, non molto visibili nell’oscurità, facevano imbizzarrire i cavalli e i cavallieri cadevano di sella. Da qui l’idea che portino sfortuna quando ci attraversano la strada. In realtà gli unici a rischiare sono i mici, che facilmente possono finire sotto le ruote di qualche automobilista poco attento!

Photo Credit|ThinkStock