Venezia: multa a chi nutre i piccioni

di Redazione 4

piccione.sized

Venezia, Piazza San marco, ogni giorno gremita di turisti che, tra una bellezza architettonica e l’altra, non perdono occasione per dare qualche pezzetto di pane ai piccioni che popolano la piazza: si tratta di un vero e proprio rito, divenuto irrinunciabile. O forse no. Nella città di Venezia infatti vige il divieto assoluto di dare da mangiare ai piccioni, pena una multa che può arrivare fino a 500 euro.

Il regolamento di igiene urbana veterinaria ha istituito una vera e propria lotta al volatile, reo di essere portatore di molte malattie, circa 60, tra le quali Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi, Aspergillosi, Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite e Tubercolosi, trasmissibili sia all’uomo che agli animali domestici. Non è necessario il contatto diretto in quanto gli agenti atmosferici come il vento, i ventilatori o altro, possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni negli appartamenti contaminando gli oggetti di uso quotidiano ed innescando i processi infettivi.

Tuttavia alcuni cittadini veneziani hanno deciso di opporsi al divieto chiedendo l’annullamento di alcuni passaggi del regolamento: è stato quindi depositato un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Comune di Venezia, nella figura del sindaco Massimo Cacciari. Nel ricorso si specifica che i colombi sono divenuti ormai parte del patrimonio statale e che il controllo degli stessi deve avvenire con metodi naturali, per preservare la specie.

Impedire di nutrirli equivale, in un certo senso, a dichiararne la loro morte: oltre a ciò i ricorrenti sottolineano altresì come l’ordinanza del sindaco che impone la cattura e l’abbattimento continuo dei colombi sia oltremodo illegittima oltre che inefficace.

Del resto il problema della limitazione dei piccioni e la sanzione nel caso di nutrimento degli stessi, non è cosa nuova in quanto già anni indietro altri comuni decisero di adottare la linea dura al riguardo: tra le altre città di ricordano Genova e Lecce, oltre che metropoli come Londra, dove è vietata la vendita di becchime nei parchi cittadini.

Commenta!

Commenti (4)

  1. Lo trovo disgustoso , multare a chi nutre i poveri ,meravigliosi e indifesi esserini come i piccioni ! Solo le bestie possono aprovare certe leggi !

  2. TROVO CHE QUESTE MULTE SONO ODIOSE E MIRANO SOLO AD INGRASSARE LE CASSE COMUNALE.
    PIUTTOSTO PERCHE’ NON VENGONO UTILIZZATI SISTEMI DI DIMINUZIONE DELLE NASCITE, USO DI OVISTOP E NEI CENTRI STORICI VENGONO POSTI TUTTI I SISTEMI AFFINCHE’ I PICCIONI NON POSSANO NIDIFICARE (PENSO A CHIUURE EFFICACI DELLE SOFFITTE, CASE ABBANDONATE CON FINISTRE ROTTE, BUCHE PONTAIE ECC.
    IL PICCIONE E’ UNA CREATURA DI DIO COME UN GATTO E UN CANE ED HA GLI STESSI DIRITTI A SOPRAVVIVERE

  3. E possibile dare da mangiare ai piccioni sulla terrazza della propria abitazione ? La terrazza non e suolo pubblico e proprieta privata. E viene pulita dal proprietario e percio non reca un danno pubblico. Grazie per la risposta

  4. Ciao a tutti io abito a Venezia con questa legge non ci sono più i passeri né a Lidio né A Murano.chi ha messo questa legge dovrebbe pagare i danni a gente come me che ama gli animali.poi i passeri mangiano insetti…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>