Animali vicini ai loro proprietari nelle tendopoli di San Prospero

animali sfollati terremoto

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Per alleviare lo spavento e la rabbia derivanti dal terremoto, che continua a colpire la zona emiliano-romagnola, un gruppo di volontari che prestano aiuto agli oltre duecento sfollati di San Prospero, in provincia di Modena, hanno avuto una splendida idea: allestire un’area dedicata all’ospitalità di cani e gatti. Avere accanto a se i propri pet è stata una richiesta di molti, che si è concretizzata proprio in questo giorno di inizio settimana. Un gruppo di volontari all’opera ha commentato:

Decine di cani e gatti tra le macerie vittime del terremoto

decine cani gatti macerie vittime terremoto

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Il terremoto in Emilia ha devastato un territorio, e non ha scosso solo le fondamenta delle abitazioni, ma anche l’anima della gente. In momenti come questi, di fronte a paura, sgomento e rabbia, può sembrare quasi fuori luogo chiedersi della sorte degli animali, ma è un errore, e non soltanto dal punto di vista etico. Gli amici a 4 zampe, proprio come noi, stanno vivendo la tragedia del sisma sulla loro pelle, e tanti, tra cani e gatti, sono rimasti feriti tra le macerie.

Animali e terremoto, ecco i numeri per segnalare i ritrovamenti

animali terremoto emilia

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Il terremoto che ha scosso con violenza l’Emilia Romagna, e che purtroppo sembra non cessare, non ha colpito solo gravemente gli abitanti e le attività commerciali della zona, ma anche gli amici animali.  Sono tanti i cani ed i gatti che sono scappati dalle loro abitazioni perchè spaventati dalle vibrazioni del terreno e sono, di conseguenza rimasti soli o abbandonati nelle case abbandonato o diroccate. Ma questi animali non sono soli: le associazioni Protezione del Gatto e Protezione Animali Carpigiana, si sono unite proprio per aiutare tutti i pet e non, scomparsi.

Cani e terremoti, “Il grande cane nella città fantasma”

Cani e terremoti: tra storie tristi, vicende a lieto fine, supporto alle ricerche, presentimento… l’ennesimo capitolo su questo argomento lo ha scritto, a due anni dal violento sisma che ha sconvolto L’Aquila, Francesca Capelli, in un libro per bambini intitolato Il grande cane nella città fantasma, illustrato da Brunella Baldi ed edito da Prìncipi e Princìpi.

La storia si svolge in Abruzzo, all’indomani del devastante terremoto che ha sradicato un’intera città, sottraendo uomini e animali domestici alle loro vite, spezzando legami con un taglio brusco e duro da accettare, come solo una morte improvvisa  che non dà il tempo di spiegare, capire ed accettare, è capace di fare.

I cani, durante queste tragedie naturali, lo abbiamo visto in più di un’occasione, se riescono a salvarsi, aspettano pazientemente che dalle macerie rispunti il padrone, con una fedeltà e certi occhioni tristi che spezzano il cuore solo a guardarli un istante, tanto c’è da perdersi in quell’immensa tristezza che vi si legge. Spesso si rifiutano di muoversi, in un’attesa fiduciosa che a noi umani, consapevoli che nessuno tornerà, fa ancora più male a vedersi.

Il sesto senso degli animali

Cane allerta

Cane allerta

Il rapporto tra gli animali e noi umani ha radici antichissime, nel corso degli anni sono stati condotti studi approfonditi ed in molti casi non siamo riusciti a trovare una conclusione scientifica, però c’è un epilogo che mette tutti d’accordo: “il cane ti salva la vita!“.

Questa affermazione introduce varie storie che valgono più di molte ricerche scientifiche, iniziamo con due cani di nome Brie e Lola.

Cani e gatti in cura dopo il trauma provocato dal terremoto a l’Aquila

canegatto

Un terremoto molto forte che, a distanza di un anno, ha lasciato ferite profonde in una regione intera, nel cuore degli abitanti e anche negli animali domestici che, alla fine di tutto, a causa della loro profonda sensibilità, hanno vissuto dei veri e propri momenti di panico, per i quali è stato necessario l’aiuto di esperti. Si, perchè quando accade qualche evento catastrofico, di loro non si parla mai, dando la precedenza agli uomini e dimenticandosi che sono delle creature indifese, dotate di forti sentimenti al pari, o forse di più, degli esseri umani. Come riportato nel sito dell’Ansa, forse i giorni peggiori sono stati i dieci successivi al sisma soprattutto per cani e gatti che, oltre, agli attimi di terrore, hanno scoperto cosa significa vivere in un luogo diverso dalla casa in cui erano abituati a stare, cambiare alimentazione e, nei casi più gravi, non rivedere mai più i loro padroni.Per fortuna un team di medici specializzato, è subito riuscito ad intervenire aiutandoli piano piano a riprendersi, con un percorso durato fino a maggio del 2009, ma con un occhio attento anche adesso.