Liberati gli Elefanti dello zoo di Phuket

Il coronavirus ha portato a tanta sofferenza tra gli esseri umani ma al contempo per alcuni animali è stato un “toccasana”: gli elefanti dello zoo di Phuket sono stati infatti liberati dopo anni di cattività.

elefanti salvati zoo phuket

Fury, cane che salva gli elefanti dall’estinzione

Fury è una cucciola di pochi masi, che ama giocare e farsi coccolare: è stata trovata tra le strade dei villaggi dello Zambia, in Africa, e per lei si è deciso un futuro preciso. Questo cane infatti diventerà il primo canis africanis a far parte del nucleo anti-bracconieri, per difendere gli elefanti africani a rischio estinzione.

Dog in a dirt road

L’incredibile voglia di vivere di un elefantino (VIDEO)

In video che vi mostro oggi è di almeno un paio di settimane fa, fa è talmente toccante che non potevo che condividerlo con voi, amici di Tutto Zampe! Si svolge in Zambia, presso il Parco Nazionale del South Luangwa in Zambia, dove un malcapitato cucciolo d’elefante è stato attaccato da ben 14 leonesse affamate….Ecco perché è stato soprannominato Hercules….

Cuccioli di elefanti, 10 foto emozionanti

 

elefante che gioca palla

Il 12 agosto il mondo intero ha festeggiato la Giornata Mondiale Dell’Elefante. Purtroppo questa ricorrenza è servita più che altro a fare il punto della situazione riguardo le stragi che continuano a colpire questa specie in giro per il mondo, in particolare in certi paesi africani dove il bracconaggio è ancora molto in voga. Noi vi mostriamo una gallery di una dolcezza speciale, una sequenza fotografica che scioglie il cuore, sperando di sensibilizzare ancor di più sull’argomento.

L’elefante ed il Labrador, il VIDEO di un’amicizia

Bella è un Labrador Retriever nero e Bubbles un elefante africano. Sono loro i protagonisti di un video che racconta di una bella amicizia oltre la specie oltre che della comune passione per l’acqua. E’ una storia fuori dal comune per noi, ma non di certo per chi vive nei pressi del Myrtle Beach Safari, in California del Sud. La storia di Bubbles è toccante però, anche se a lieto fine.

Adottare un elefantino in Kenya, da oggi si può

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Purtroppo una notizia gioiosa può nascere da una triste, a tutti piacerebbe adottare a distanza un elefantino e poi vederlo crescere come Sofia di cui abbiamo parlato in questo articolo http://www.tuttozampe.com/elefante-indiano/4812/, purtroppo l’elefantino che si andrà ad adottare sarà un povero orfanello.

In Kenya è nato un orfanotrofio per elefanti a 12 chilometri da Nairobi con un esercito di volontari che imbracciano biberons lunghi mezzo metro per cibare i cuccioli. L’orfanotrofio si chiama “David Sheldrick Wildlife Trust” proprio come la persona da cui è stato tratto il nome, un amante della natura, degli animali e del loro modo di vivere la vita di coppia.

In realtà l’orfanotrofio fu fondato dalla moglie Daphne in seguito alla morte prematura del marito nel 1977 che era andato in Kenya un anno prima per difendere l’habitat degli animali, aiutando orfanelli di rinoceronti ed elefanti. La missione è curare, svezzare e rimettere in libertà le “piccole” creature nel parco naturale di Tzavo. Per gli elefantini c’è una mamma putativa che si occupa di allattare i cuccioli per tre anni, lo svezzamento è un’operazione assai lunga e difficile, purtroppo la mancanza dei genitori aumenta il rischio di mortalità.

Gli elefanti e le api

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Una leggenda popolare vuole che gli elefanti, maestosi animali, abbiano timore del piccolo topolino: ma la storia del topo e dell’elefante pare debba avere vita breve. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’università di Oxford, della fondazione kenyota Save the Elephants e del parco Disney’s Animal Kingdom e pubblicata sulla rivista Public Library of Science, ha infatti rivelato che il vero pericolo per i pachidermi sono le api, temutissime da questi animali.

Lucy King, direttrice dello studio, ha infatti evidenziato la reazione di un gruppo di elefanti dinnanzi alla simulazione del ronzio di uno sciame di api: a parte la paura ed il desiderio di fuggire scuotendo le grandi orecchie e le teste, i pachidermi avrebbero anche emesso un suono simile ad un sibilo, una sorta di richiamo per i compagni. Secondo i ricercatori, questi richiami sarebbero una risposta emotiva alla minaccia e servirebbero a coordinare i movimenti di gruppo, avvertire gli esemplari vicini e insegnare agli individui più giovani e inesperti a stare in guardia.

Lo studio è stato condotto dal team al fine di scoprire un modo per evitare la caccia agli elefanti in paesi come il Kenya, dove il rapporto tra queste specie e l’uomo è assai difficile: infatti gli elefanti affamati spesso si riversano sui campi faticosamente coltivati dagli allevatori locali, distruggendo il loro lavoro di mesi e mesi. Di contro gli allevatori si vendicano cacciando ed uccidendo gli elefanti: attraverso questa scoperta invece gli agricoltori potrebbero ornare i loro campi con alveari, proteggendoli dagli animali offensivi.

Tanzania, elefanti a rischio sterminio

elefantiCinquemila euro al chilo per la vendita dell’avorio: un business fiorente che non da tregua agli elefanti, sempre inseguiti e uccisi dai bracconieri che vogliono in questo modo incrementare i loro affari. Una situazione sempre più critica, che rischia di portare a breve allo sterminio totale di questa specie vivente, se non si riuscirà ad intervenire bloccando tale commercio illecito. Secondo stime attendibili, sembra che se i mercati, soprattutto quelli asiatici, continueranno a richiedere grandi quantità di avorio, i pachidermi di questo angolo di mondo potrebbero estinguersi in un periodo di tempo che varia tra i sette e i quindici anni.

Italia e Africa, insieme per salvare tonni ed elefanti

elefanteDarsi una mano reciproca per la protezione del tonno rosso e degli elefanti è la proposta che vedrà a breve una stretta collaborazione tra l’Europa e l’Africa. Alla prossima riunione per la Convenzione sul Commercio Internazionale di specie di flora e fauna selvatica minacciate di estinzione, Cites, prevista a Doha nel Qatar gli obiettivi da raggiungere saranno tanti.Uno dei temi principali degli incontri sarà certamente legato al commercio clandestino dell’avorio che sta portando alla morte di moltissimi esemplari che presto potrebbero diminuire sensibilmente di numero, ma gli animali in pericolo in questo senso sono tantissimi e l’unico modo per combattere fenomeni come bracconaggio e vendite clandestine, è la cooperazione tra i Paesi.

Ginnastica pre parto per elefanti

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La vita degli animali selvatici, nati e cresciuti in cattività, è un argomento spinoso ed un grosso problema: queste specie infatti raggiungono bassi li velli di fertilità ed un desiderio di riproduzione limitato, che provoca sia un blocco riproduttivo sia una gestazione spesso difficile e rischiosa. Tutto il contrario degli obiettivi prefissati dagli zoo, di preservare le specie in via di estinzione attraverso una riproduzione spesso forzata. Per ovviare a tali due problemi, i gestori degli zoo di tutto il mondo si inventano di tutto!

Lo zoo di Amburgo si è preoccupato della salute delle elefantesse in dolce attesa: queste infatti, la cui gestazione è di circa 22 mesi, hanno grossi problemi che si manifestano al momento del parto e che spesso inducono il personale veterinario a ricorrere al cesareo. I feti infatti in cattività crescono troppo, il travaglio è spesso doloroso e molti nascituri restano incastrati tra l’utero e le pelvi. Per evitare tali morti premature, le elefantesse ad Amburgo vengono sottoposte ad una vera e propria ginnastica prenatale!

Camminate di circa 5-7 km giornalieri, movimento studiati che mirano a rafforzare la muscolatura e stretching per donare tonicità ai corpi lenti e massicci dei pachidermi: in tal modo le gestanti vengono mantenute in forma per i 22 mesi ed al momento del parto sarà possibile in molti casi evitare un taglio cesareo.

Massaggi ed elefanti

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E noto come in India l’elefante sia un animale estremamente diffuso ed utilizzato: ma il troppo lavoro stava causando in questi animali uno stato di stress ed ansia assolutamente controproducente e dannoso per la salute dell’animale stesso. Per tale ragione alcuni terapisti hanno deciso di sottoporre gli elefanti a cicli di massaggi e terapie specifiche anti-stress, per rinvigorirli e permettere loro una maggiore produttività.

In India l’elefante è utilizzato non solo come attrazione turistica ma soprattutto durante le cerimonie religiose oltre che per il trasporto delle merci o di persone: insomma un regime di super attività cui tale animali, dalla mole imponente, non sono assolutamente abituati e che provoca in loro molto stress. Di qui l’idea dei massaggi! Elke Riesterer, una terapista americana che lavora come volontaria, li pratica dal 2004 con ottimi risultati: il suo percorso è cominciato qualche anno fa, quando la Riesterer iniziò a fare ricerche sulla terapia del massaggio sugli animali nello stato del Kerala, nell’India meridionale.

Gli elefanti in India vivono in maniera innaturale è anche per questo che molti di loro si ammalano di stress. Vogliamo andare un po’ più a fondo di questo problema: per ora gli elefanti rispondono bene ai trattamenti e si notano dei miglioramenti sensibili

spiega la Riesterer, che ora intende portare queste sue tecniche di massaggio anche in altre parti dell’India.