Stagione venatoria 2010-2011: già raccolte 100.000 firme per abolirla

di Redazione Commenta

Ieri è iniziata la stagione della caccia 2010-2011 che si chiuderà il 31 gennaio e che già all’inizio che si preannuncia piena di polemiche, considerando anche le 100.000 firme raccolte per abolirla e dal corteo organizzato a Venezia dal Ministro del Turismo Michela Brambilla, dell’oncologo Umberto Veronesi, già ideatori del Manifesto per la coscienza degli animali. A proposito della caccia, ecco cosa si legge nel Manifesto:

La coscienza animalista è una grande ricchezza di cui andare orgogliosi. Al centro c’è il rifiuto deciso della barbara pratica della caccia da parte di una schiacciante maggioranza dell’opinione pubblica che non deve più essere ignorata. Chi si dedica a questa attività non solo nuoce agli animali del Pianeta, ma provoca anche grave danno all’ambiente.

Oltre all’amore per gli animali e per l’ambiente, le polemiche riguardano anche la questione della sicurezza, soprattutto perché, secondo le varie associazione, nella scorsa stagione venatoria, sono stati 23 i cacciatori morti e oltre 53 quelli feriti, senza contare le vittime tra i cittadini.

Si stimano settecentomila cacciatori tra gli iscritti alle associazioni e duecentomila tra i privati, che dovranno confrontarsi con le nuove regole imposte dalla Legge 157.

Tra le facoltà delle Regioni c’è quella di estendere il permesso di caccia fino ai primi dieci giorni di febbraio e di ridurla dello stesso periodo a settembre; tra i divieti c’è quello di sparare ad alcune specie in certi periodi dell’anno, ovvero durante la stragione migratoria, il periodo della riproduzione e quello di assistenza alla prole, anche se, purtroppo sono ancora tante le specie a cui è possibile sparare senza restrizioni; per quanto riguarda  la stagione della caccia al cinghiale, essa è stata divisa in due periodi.

Nella loro campagna per l’abolizione della caccia, l’onorevole Brambilla e il dottor Veronesi si avvalgono di una bellissima citazione dal grande romanziere russo Lev Tolstoj:

Da qualunque lato la guardiamo, la caccia è un atto stupido, crudele e nocivo al sentimento morale.

[Fonte: ansa.it]

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