Puledra come regalo in una sagra: è polemica

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La puledra Rosina, messa in palio alla sagra di Cusignana, ha avuto una grande fortuna: è stata infatti riscattata da un amante degli animali che ha voluto salvarla dal rischio del macello. Lo ha reso noto l’Ente nazionale protezione animali che aveva stigmatizzato l’iniziativa e ha contribuito al riscatto della puledra. L’animale era destinato a chi ne avesse indovinato il peso: una volta ceduto nessuno si sarebbe preoccupato di che fine avrebbe poi fatto la povera cavalla, forse venduta al macello, forse ceduta a terzi (fonte Ansa.it)

Il peso è stato indovinato da diversi intervenuti alla manifestazione, tra cui Rudi Michelin di Paderno di Ponzano, che si e’ offerto di riscattarla per darle la libertà.

Alla pesa Rosina ha registrato 432 kg, che sarebbero potuti diventare bistecche.

Ha poi ricordato l’Enpa dopo lo scampato pericolo. Si ricorda come in molto comuni del nostro paese siano già da tempo state emanate Ordinanze o Regolamenti comunali per il benessere animale che sanciscono il divieto di utilizzare animali vivi come premi, vincite, omaggi esteso anche alle sagre paesane, che spesso utilizzano animali da cortile e ai Luna-park anche di passaggio.  Tale divieto è stato poi esplicato ufficialmente dalla sentenza del Consiglio di Stato n.6317 del 2004 che ha ribadito nel merito il divieto di utilizzazione di animali vivi quale premio.

Si riportano alcuni stralci della sentenza suindicata per far capire meglio la portata e l’importanza di quanto sancito:

La donazione è un contratto (art.769 c.c.) con il quale, per spirito di liberalità, una parte arrichisce l’altra disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa obbligazione. Nel caso di donazioni di animali, pertanto, oggetto della stessa è, in via immediata e diretta, l’animale il quale entra a far parte del patrimonio del donatario per effetto dello scambio del consenso delle parti (che come rilevato, ha per oggetto immediato e diretto l’animale).Tale meccanismo non ricorre nel caso di giochi al luna-park (il cui premio è rappresentato da animali): invero colui il quale acquista il biglietto, corrispondendo il danaro per giocare, esegue tale dazione per giocare e non, in via immediata e diretta, per acquisire la disponibilità dell’animale. Atteso che l’acquisto di un premio potrebbe essere frutto di una non adeguatamente ponderata scelta foriera di conseguenze che l’ordinamento mira ad evitare (ad es. l’abbandono), è legittimo il divieto da parte del Comune di offrire su tutto il territorio animali in premio,vincita oppure omaggio (con esclusione delle iniziative a scopo di adozione promosse da associazioni ambientaliste o animaliste).

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