Proteggere un animale dalle malattie infettive

di Redazione 1

Come capita agli esseri umani, pure per gli animali i controlli devono essere regolari, per tentare di scoprire in anticipo se si ammalano di qualche malattia più grave. Alcuni disturbi, infatti, richiedono grande attenzione ed è sempre meglio comprenderli in anticipo. Un esempio può essere costituito dall’enterite felina o dal parvovirus canino o, nel caso dei cavalli, dall’adenite equina. Contro parecchie infezioni, comunque, ormai esistono dei comprovati vaccini, che i veterinari consigliano di far fare al proprio cucciolo, proprio per evitare complicazioni in età adulta. Inoculando all’interno dell’organismo dell’amico a quattro zampe il virus morto o modificato non patogeno, infatti, si sensibilizza il sistema immunitario e si scongiura il rischio, addirittura, della morte. Insomma, il consiglio è sempre quello del prevenire che è meglio del curare: è bene, quindi, non attendere che qualche brutto sintomo si faccia sentire, ma fare in modo che se in seguito il vostro pet sarà colpito da un disagio fisico, il suo corpo sarà in grado di respingerlo con estrema facilità.

Non è detto, però, che le vaccinazioni non portino dei fastidiosi effetti collaterali o dei rischi, sia lievi che molto seri e, quindi, bisogna essere cauti prima di procedere e lasciarsi consigliare da chi è esperto nel mestiere. In più, quelli cosiddetti di richiamo, che sono classici e scelti da molti, qualche volta possono fare male agli animali. Ecco perchè, negli ultimi anni, non sono pochi coloro che stanno cercando delle cure alternative e dei rimedi omeopatici.

In particolare, ci si rivolge sempre più spesso ai cosiddetti nosodi omeopatici che sono preparazioni ottenute da materia patologica, come secrezioni respiratorie o tessuti malati prelevati da un pet o da una persona che non sta bene. Insieme all’alcol, la diluzione progressiva e la succusione , che è quel processo che permette di colpire con forza un rimedio contro una superficie solida, la sostanza diventa innocua  e si può somministrare all’animale, senza timore che possa stare male. Si pensa che, inoltre, agiscano in modo più efficace dei vaccini.

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