Perché i cani ed i gatti non ci sono nel Presepe?

di cinzia iannaccio Commenta

canie gatti nel presepe perché non ci sono?A scuola di mio figlio hanno fatto uno splendido presepe vivente, con tanto di asinelli e pecorelle. Da lì è arrivata la fatidica domanda:

“mamma ma i cani ed i gatti perché non ci sono nel nostro presepe”?

Ho avuto un attimo di panico ed ho liquidato con un semplice, ma bugiardo :

“a quei tempi, lì non c’erano”, ma subito ho sentito la necessità di documentarmi: effettivamente non mi ero mai posta il problema.

Ecco cosa ho trovato. Effettivamente 2013 e anni fa il concetto di animale domestico era ben diverso rispetto a quello di oggi, ma quando è nato Gesù i cani c’erano: molti erano utilizzati nel tenere sotto controllo le greggi ed altri da guardia, ben pochi quelli veramente da compagnia (anche se nella stessa Bibbia si racconta di un cane fedele che accompagna in un viaggio il suo amico umano). Lo stesso dicasi dei gatti, esistevano eccome, anzi, erano adorati sin dall’epoca dei Faraoni, quali figure divine.

Il perché dell’omissione della presenza di Fido e Micio nel Presepe quindi, a differenza di ciò che ho erroneamente detto a mio figlio dipende dal fatto che tale scenari iconografici della natività risalgono a molti secoli dopo. In particolare al 1220 circa, quando, pare, niente meno che San Francesco d’Assisi, ideò una rappresentazione vivente della nascita del bambino Gesù. All’epoca, ma anche prima, i cani erano considerati impuri (di certo non da San Francesco, ma comunque non mettibili in quello che sarebbe poi stato il “Presepe”). I gatti invece non erano proprio ben accetti, anzi, erano sinonimi di stregoneria. Ed è per questo motivo che per molto tempo furono scacciati ed uccisi (da qui anche la negatività presunta del “gatto nero”). Potevano mai essere rappresentati in una immagine così sacra?

Nel tempo, qualche cagnolino tra le statuine del presepe è comparso, soprattutto nei decenni più recenti, vicino ai pastorelli, ma di gatti, non a caso, continua a non vedersene traccia. Ma chi ci vieta di metterlo nella nostra personale Natività domestica? Del resto lo stesso San Francesco amava tutti gli animali! Anzi vi dirò di più: ho trovato traccia di una storia del Latino-America in cui si racconta che nella stalla a Betlemme, ci fosse anche una gatta, incinta, che partorì nelle stesse ore di Maria e con il suo corpo andò a riscaldare il bambino Gesù. La Madonna, accarezzandola avrebbe donato a questa micia, il segno a forma di M che molti gatti tigrati hanno sulla fronte. In sudamerica dunque il gatto è parte integrante del Presepe.

Mi piace questa storia. Che ne dite? E com’è la vostra Natività? Solo col Bue e l’Asinello? Se ci sono anche Fido e Micio, come sempre, inviateci le foto sulla nostra pagina di Facebook.

 

 

 

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