Marea nera, paura per la sopravvivenza degli animali

di Giulia 1

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Pochi giorni fa la notizia terribile della rottura di una nave carica di petrolio, proprio vicino alla costa degli Stati Uniti: la tragedia ambientale che potrebbe derivare da ciò è evidente e sotto gli occhi della comunità internazionale che si sta mobilitando per cercare di arginare il danno. La dispersione in mare di petrolio costituisce un indubbio danno per le molte specie di animale che vivono sui fondali marini, soprattutto in considerazione del fatto che questo è il periodo dell’anno in cui molte specie scelgono proprio il Golfo del Messico per fare una sosta nelle migrazioni o per riprodursi.

Ma quali sono le specie più a rischio in questo delicato periodo dell’anno? Secondo gli esperti intervistati dal quotidiano Globalpost, riportato dal ANSA, tra le specie più delicate vi è senza dubbio il tonno atlantico, in quanto già a rischio di estinzione, depone proprio da metà maggio a metà giugno le uova nell’area interessata dalla marea nera. Senza dimenticare la tartaruga marina Carretta Carretta, che ha come rotta migratoria proprio il delta del Mississipi, lo squalo che sceglie ogni anni Chandeleur Island, vicinissima alla zona dell’incidente per riprodursi e che peraltro si nutre di plancton, anch’esso colpito dalla marea nera.

Balene e delfini sono a rischio immediato, perche’ l’ingestione o l’inalazione di petrolio provoca infiammazioni e danni a diversi organi, mentre il pellicano Marrone, da poco considerato specie non più a rischio, rischia di rientare di diritto nella categoria in quanto depone le proprio uova sulla costa atlantica interessata. I sedimenti intorno alle spiegge della Louisiana sono sede anche dei principali allevamenti di ostriche del paese messi a rischio a causa delle esalazioni di idrocarburi rilasciate dalla nave.

Per granchi e gamberetti questa fase dell’anno è estremamente delicata in quanto si trovano in uno stato larvale che ne mette a rischio la corretta crescita: specie di piccoli pesci, tra cui gli osteitti sono in pericolo, così come tutti gli uccelli migratori che in questo periodo passano sulle coste (fonte ANSA).

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