Il gatto selvatico africano

di Redazione 1

I luoghi dove è più facile vedere questa specie di “micio” così particolare, sono soprattutto i parchi e le riserve africane del Masai Mara, Tsavo, Samburu e Buffalo Springs, almeno per quel che riguarda l’area del Kenya. Si tratta del più piccolo felino del continente e uno dei più grintosi e scattanti, fra gli esemplari che abitano la savana. Durante un safari, non è semplicissimo o frequente avvistarlo, ma di certo chi riesce a trovarselo di fronte è davvero molto fortunato. Parliamo del gatto selvatico africano che è un parente, neppure troppo lontano, del corrispondente europeo e recenti studi, hanno dimostrato che proviene direttamente dal gatto domestico. Gli esami del DNA, infatti, sono piuttosto chiari. In effetti, a ben guardarlo, somiglia molto ad un gatto soriano, anche se gli arti sono più lunghi e sviluppati, ma come lui si occupa principalmente di cacciare roditori, uccelli ed insetti.

Si adatta ad ogni habitat naturale con estrema facilità e, per questo, nei secoli è diventato il più diffuso predatore di tutta l’Africa e, in pratica, non vive soltanto nelle aree più interne delle foreste tropicali e nel deserto. A volte, trova comodo stabilirsi anche nelle aree disabitate o da poco abbandonate dall’uomo e, comunque, non si lascia avvistare se non di rado. Caratteristica, questa,piuttosto comune nei felini che si solito mostrano un carattere molto forte e tendente al riservato. E’ un carnivoro che si ciba esclusivamente di animali a sangue caldo, con dei comportamenti che assomigliano in modo stupefacente al micio da compagnia.

La vita del gatto selvatico africano, però, è ogni anno più minacciata, in quanto avvengono di frequente degli incroci con gatti domestici inselvatichiti che, qualche volta, si introducono nell’Africa orientale. In ogni caso, le sette specie di felini che sopravvivono in Kenya, vengono suddivise in tre generi: felis, cioè quelli di piccola e media taglia, Panthera, con la laringe modificata per ottenere il ruggito e acinoxys, il ghepardo, che è l’unico che vanta la presenza di unghie non retrattili.

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