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Il cane distingue il volto umano

cane uomoMi sono chiesto molte volte se i cani potessero riconoscere i nostri visi al di là dei denti in vista, finalmente un team di ricercatori italiani mi toglie un sassolino dalla scarpa.

Sappiamo che l’olfatto è un senso molto acuto nei quadrupedi pelosi, da questo ne deduciamo che riesce a capire, nonostante l’uso di profumi, in mezzo ad una folla dove sia il suo padrone, Paolo Mongillo dell’Università di di Padova aggiunge un tassello, anzi un senso: la vista.

Sulla rivista Animal Behaviour troviamo pubblicato un’articolo su come il cane si trovi in difficoltà nel caso il padrone si metta un sacchetto in testa, quindi non è solo questione di olfatto.

La deduzione di studiare i comportamenti dei canidi oltre l’olfatto è una bellissima idea, fin’ora tanti si erano posti la domanda su come i cani interpretano il corpo umano senza trovare una risposta valida.

L’esperimento si è svolto in una stanza vuota con due soggetti umani, il padrone e un’estraneo, in movimento dinnanzi al cane.
Il primo passo è stato misurare l’attenzione del cane rivolta alla singola persona.

I due individui hanno abbandonato la stanza spoglia con due porte differenti, dopo di che al cane è stata data la possibilità di muoversi liberamente.

Risulta che il cane si è sempre recato nella porta attraversata dal padrone che risulta essere quello tenuto maggiormente sotto controllo con la vista.

Mongillo spiega alla BBC la seconda parte del test, sono stati coperti i volti sia dell’intruso che del proprietario e, come in precedenza, sono passati più volte davanti al muso ignaro del cane con conseguente diminuzione di sguardi rivolti al padrone che denotano una difficoltà nel capire quale era dei due.

L’etologia negli anni ha rivelato che nei branchi i lupi riescono a distinguere i volti dei vari membri, fino ad arrivare alla capacità del cane di interpretare le diverse sfaccettature dell’espressione dei bipedi.

Morgillo spiega che potrebbe essere dovuto agli anni di rapporti con l’uomo, anni che diventano distese di tempo se si pensa che potrebbero essere passati dai 15.000 ai 40.000 anni dal primo uomo-cane.

Non ci vuole una ricerca per dirti che non possiamo sfuggire alla vecchiaia, e con essa a tutte le conseguenze, raggiunti i 7 anni la capacità di riconoscere il volto del padrone scema per colpa del danneggiamento delle capacità cognitive.

Per proprietà transitiva la ricerca aiuta anche lo studio dell’uomo che è molto più simile all’animale di quanto si pensi, almeno per quanto riguarda il funzionamento del fisico, per il sentimento di fedeltà ed amicizia bisognerebbe imparare da molti quattro zampe.

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