Genitori o amici per i nostri gatti?

di Valentina Commenta

Possedere dei gatti può rappresentare per una persona motivo di grande soddisfazione: per quanto l’animale sia indipendente esso crea quasi sempre un rapporto di affetto con il proprio padrone. E’ qui che sorge la domanda: siamo genitori, amici o padroni per i nostri amici felini?

gatti si sentono figli degli umani

Gatti come bambini con i genitori

Quando si ha un gatto in casa si è certi di una cosa: ci sarà tanto amore e si avrà bisogno di tira graffi per tentare di mantenere il più possibile integri i propri divani ed i cuscini. In linea di massima gli amici felini quando vengono sgridati capiscono cosa possono o non possono fare: gli umani però rimangono sempre con un interrogativo quasi ancestrale: come mi vede il mio gatto? Io lo vedo come un figlio: lui cosa pensa di me? A tentare di dare una risposta scientifica a questo “dilemma” ci ha pensato un gruppo di ricercatori della Oregon State University pubblicato sulla rivista di settore Current Biology ed a quanto pare, tanto quanto noi sentiamo i gatti come figi, loro ci percepiscono come veri e propri genitori.

Forse il disinteresse felino nei confronti dei loro padroni è dopotutto un mito da sfatare: secondo la ricerca statunitense sarebbero infatti capaci di stabilire relazioni “uniche” e significative con i loro padroni.

Felini e umani? Una famiglia

gatti vedono umani come genitori

Felini ed umani una grande famiglia felice? Forse non sempre per via del carattere di entrambi ma senza dubbio un vero e proprio nucleo famigliare. Per giungere alla conclusione che i gatti mostrino “stili di attaccamento” simili a quelli dei neonati e dei cani, i ricercatori della Oregon State University hanno eseguito un test su 70 gattini, messi in una stanza per due minuti con chi si prendeva di solito cura di loro prima di essere lasciati soli sempre per due minuti e poi riuniti di nuovo.

Gli esperti hanno osservato con attenzione il comportamento dei piccoli e poi hanno eseguito una suddivisione degli stessi in base allo stile di attaccamento rilevato che poteva essere (come accade in cani e bambini, N.d.R.) sicuro, insicuro o ambivalente. I risultati hanno mostrato che il 60% degli animali mostrava uno stile di attaccamento sicuro: questo si traduce nel fatto che gli stessi cadevano preda dell’angoscia quando il loro “genitore” lasciava la stanza e poi mostravano un sano equilibrio di attaccamento quando tornavano. Secondo la ricerca questa tipologia di comportamento è molto simile a quella che la letteratura medica tradizionale associa ai bambini con i propri genitori: a quanto pare anche i gatti sviluppano questo tipo di rapporto.

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