Il Manx, il gatto dei Fenici

di Daniela 2

Manx

Il gatto di razza Manx venne fu diffuso dai Fenici in Malesia, in Giappone e in Cina; fu però nel corso di un naufragio di un galeone dell’Armata Spagnola sull’isola di Man che questi gatti, portati a bordo per combattere il proliferare dei topi, si riprodussero sulla terra ferma, senza incrociarsi con le specie locali.

Vi sono comunque varie leggende su questi felini privi di coda; una di queste narra che Noè in procinto di chiudere la porta dell’Arca chiudesse inavvertitamente la coda del gatto tra gli stipiti, e che quindi tutti i gatti della specie sarebbero nati senza coda. Un’altra leggenda narra che, essendo in uso presso i guerrieri dell’isola di Mandi adornare il proprio elmo con code di gatto, le madri per evitare ai piccoli la futura amputazione, tagliassero esse stesse le code ai cuccioli; quindi, nel tempo, per mutazione genetica, tutti i gatti dell’isola nacquero senza coda.

Il Manx possiede una testa larga, rotonda e con guance paffute; anche il corpo è muscoloso, con la schiena corta e le zampe posteriori più lunghe di quelle anteriore. Nel punto in cui dovrebbe esserci la coda, c’è un avallamento a volte coperto da un ciuffetto di pelo. Il pelo del mantello è lucido e sottile, con un sottopelo abbondante e spesso.

Il Manx possiede un carattere socievole e affettuoso, ed è un grande giocherellone; vive prevalentemente in appartamento, anche se non disdegna di uscire. Si affeziona indistintamente a tutti i membri della famiglia, senza nessuna preferenza in particolare. Questa razza di gatto non necessita di cure particolari: bastano frequenti spazzolature e una dieta prevalentemente carnea.

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