Gatto con calcoli uretrali, cause e cosa fare

di cinzia iannaccio Commenta

Richiesta di consulto veterinario su gatto con calcoli uretrali
Buongiorno. Al mio gatto, un maschio di 10 anni, con una ecografia sono stati diagnosticati due calcoli a tre punte di circa 1 mm. Uno è all’ingresso dell’uretra, l’altro un pò spostato, accanto al primo. Poichè in passato ha sofferto di cistiti con renella nelle urine, l’ho sempre alimentato esclusivamente con croccantini Urinari s/o. Ora la terapia suggerita è continuare con la stessa alimentazione e aggiungere per 20 gg. le compresse Stien. Il ph è 6/7. L’urinocultura è negativa, anche perchè è stato trattato con antibiotici in attesa dell’ecografia. Poichè l’alimentazione è invariata, temo che la terapia non sia sufficiente per sciogliere i calcoli, come temo una eventuale ostruzione totale dell’uretra. Le chiedo cortesemente il suo parere. Grazie

calcoli uretra gatto

 

Tipo di consulto Veterinario Generale
Tipo di problema Calcoli all’uretra del gatto
Risponde il dottor Fabio Maria Aleandri, Medico Veterinario e direttore sanitario del Centro Veterinario Aleandri, con sede in Roma. Per contatti diretti mail [email protected] www.ambvetaleandri.eu

 

Gentile Sig.ra

La possibilità di sciogliere dei calcoli attraverso l’alimentazione e/o i farmaci acidificanti è limitata ai calcoli di struvite (fosfato di ammonio e magnesio). In tutti gli altri casi non si può ottenere un risultato. I calcoli di struvite costituiscono oggi circa il 40-50 % dei calcoli urinari, mentre per il resto abbiamo calcoli di ossalati o misti. Rari calcoli di altra natura. Generalmente la struvite si presenta sotto forma di renella, mentre è più raro trovarla come calcolo strutturato. Nel caso non si riesca a sciogliere i calcoli dobbiamo provvedere a rimuoverli chirurgicamente. Dopo la rimozione una analisi degli stessi può aiutarci a decidere la profilassi. Spesso i calcoli sono secondari a altri problemi congeniti (per es. la pesistenza dell’uraco) o acquisiti (di solito ambientali). Le forme congenite sono generalmente presenti fin dalla giovane età e dipendono dalla presenza di diverticoli di vario genere dove l’urina tende a ristagnare. Soprattutto se i primi sintomi compaiono da giovani è bene valutare la presenza di queste anomalie. Per farlo l’ecografia è poco utile, si preferisce eseguire una radiografia in doppio contrasto. Molto comuni sono le forme secondarie a problemi psicologici/ambientali. Tutte le cose che determinano stress nel gatto possono essere alla base delle recidive. Tra le cause più comuni , al primo posto metterei la presenza di altri gatti. Oltre al sopraffollamento possiamo ricordare scarsi stimoli ambientali (noia, mancanza di giochi, esplorazioni ambientali inibite ecc..), fobie, attività che innervosiscono i gatti (forti rumori persistenti interni ed esterni a casa ecc..) traslochi, modifiche di qualunque genere in casa (ristrutturazioni, cambi di mobilio ecc..) . Quindi va fatta una buona valutazione per individuare e , se possibile, rimuovere questi stimoli stressanti. Importante è la quantità di acqua che il gatto assume. Meno beve più le urine sono concentrate e più facilmente si formano i calcoli. Quindi bisogna incrementare la quantità di acqua che il gatto assume. Per questo è meglio utilizzare diete umide e bandire quelle secche, aggiungere acqua al cibo, cambiare spessissimo l’acqua nelle ciotole avendo l’accortezza di riempire il più possibile le stesse, utilizzare le c.d. fontanelle che mantengono l’acqua in circolo rendendola più fresca e gradevole e , infine, insaporire leggermente l’acqua di bevanda. Può essere utile anche l’impiego di acque oligominerali. Nel suo caso quindi se i calcoli non scompaiono in tempi brevi consiglierei una chirurgia con esame dei calcoli. Contestualmente passerei al cibo umido e metterei in atto tutti i possibili “trucchi” per far bere di più il gatto. Infine, ma non perché meno importante, valuterei a fondo tutti i possibili fattori di stress. Esistono anche dei farmaci in grado di mitigare l’effetto negativo dello stress sulla mucosa vescicale.
Un ultima osservazione, solo il 3% delle cistiti nei gatti è dovuta a batteri, per cui si utilizzano antibiotici solo e soltanto se , all’esame dell’urina e all’urinocoltura, troviamo batteri.

Cordiali saluti

Dott. Fabio Maria Aleandri  Medico Veterinario

 

 

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Foto: Thinkstock

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