Continua il massacro dei cani randagi in Ucraina

di Redazione 2

Massacro cani randagi Ucraina

In Ucraina continua il massacro dei cani. La testimonianza, ancora una volta, è quella di Andrea Cisternino, il fotografo italiano che vive e lavora a Kiev. Adesso, però, è cambiata la modalità per sbarazzarsi dei randagi e “ripulire le strade” in vista dei campionati europei di calcio. Non più veleno, ma direttamente colpi di arma da fuoco in testa.

Provo orrore solo ad immaginarlo e non riesco a capire, né ci voglio provare, come si possa fare una cosa del genere verso un essere indifeso e che non ha fatto nulla per meritare un simile trattamento.

La strage dei cani è avvenuta a Bovari, a tre quarti d’ora di auto da Kiev. I volontari della cittadina hanno riferito di aver visto dei guardiacaccia del posto, forse assoldati dalle stesse autorità comunali, avvicinare i cani, per poi dargli il colpo di grazia. Si sono salvati solo quelli che si sono tenuti alla larga da loro.

Un cagnetto, è stato accolto nel vicino rifugio, e ora è al sicuro, nelle mani dei volontari che si prendono cura di lui con amore. In Ucraina il randagismo è una vergogna per il pallone, dice qualcuno, ma Bovari cosa c’entra? Quale calciatore o tifoso vorrebbe recarsi in un piccolo paese così distante dal centro cittadino?

I cani, nel frattempo, quelli ancora vivi e che si trovano nei rifugi, cercano di superare l’inverno rigido e pungente di questi luoghi. I volontari, infatti, hanno costruito loro delle piccole casette che sembrano dei bunker in miniatura, fatte tutte di legno e completamente ricoperte dalla terra, tranne che per una per una piccola porta.

Da queste parti, però, il freddo è forse il problema minore. Fanno più paura quelle persone che si sentono ancora in diritto di sterminare i cani randagi, e con i metodi più brutali: avvelenamento, pistole, elettroshock e persino cementati ancora vivi. Questa pratica cruenta e terribile, inoltre, è rischiosa anche per l’uomo, poiché potrebbe innescare epidemie batteriche.

Per firmare l’appello dell’OIPA e fermare questo massacro ingiustificato, potete farlo direttamente da qui.

Photo Credit|OIPA

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