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Cani, il loro ruolo dall’antichità

Fin dall’antichità i cani hanno accompagnato l’uomo nel loro percorso di vita, diventando molto più che semplici animali domestici. Cerchiamo di ricostruire in tal senso la loro storia.

Impiego dei cani fin dall’antichità

Le prime tracce di addomesticamento risalgono a migliaia di anni fa, quando i lupi più docili iniziarono ad avvicinarsi agli accampamenti umani dando origine a un legame destinato a rafforzarsi nel tempo. Da allora i cani sono stati impiegati in tantissimi modi. Contribuendo in modo concreto alla sopravvivenza e allo sviluppo delle civiltà.

Nelle società di cacciatori e raccoglitori, il cane era un alleato fondamentale nella caccia. Grazie all’olfatto sviluppatissimo e alla velocità aiutava a stanare e inseguire le prede, aumentando le probabilità di successo e quindi le risorse alimentari del gruppo. Con la nascita delle prime comunità agricole, il suo ruolo si ampliò. Divenne guardiano delle abitazioni e del bestiame, proteggendo campi e greggi da predatori e ladri. In molte culture antiche, dall’Egitto alla Mesopotamia, il cane assunse anche un significato simbolico e religioso, comparendo in raffigurazioni artistiche e miti.

Nel mondo classico, in particolare nell’antica Roma, i cani erano impiegati sia per la caccia sia per la guerra. Alcune razze robuste venivano addestrate per affiancare i soldati sul campo di battaglia, svolgendo compiti di difesa e attacco. Allo stesso tempo, nelle ville e nelle fattorie, i cani da guardia vegliavano sugli ingressi, tanto che celebri mosaici riportavano la scritta “Cave canem”, cioè “Attenti al cane”. Questo dimostra quanto fosse già radicata la loro funzione di protezione.

Lavori difficili e stancanti per loro

Durante il Medioevo, il rapporto tra uomo e cane cambiò ulteriormente. I nobili utilizzavano cani specializzati per la caccia al cervo o al cinghiale, mentre nelle campagne i cani pastore erano indispensabili per la gestione delle greggi. Ma accanto a questi impieghi più noti ne esistevano altri, oggi meno conosciuti ma altrettanto significativi. Un esempio curioso? E’ quello dei cosiddetti “cani girarrosto”.

I cani girarrosto, diffusi soprattutto in Inghilterra tra il XVI e il XIX secolo, erano piccoli esemplari allevati appositamente per far girare lo spiedo nelle cucine. Venivano collocati all’interno di una ruota simile a quella di un criceto, collegata al meccanismo del girarrosto.

Correndo nella ruota, facevano ruotare la carne davanti al fuoco in modo uniforme. Era un lavoro faticoso, che dimostra come in passato il contributo di questi animali fosse richiesto anche nelle attività domestiche quotidiane. Con l’arrivo di meccanismi più moderni, questa pratica scomparve gradualmente.

Ai giorni nostri i nostri amici a quattro zampe hanno continuato a essere utilizzati in ambiti sempre nuovi. Sono diventati cani da soccorso, da valanga, da ricerca di persone scomparse e da assistenza per persone con disabilità. Nelle forze dell’ordine collaborano nel rilevamento di sostanze e nella sicurezza pubblica.

In tutto ciò, però, non manca mai la dimensione affettiva. Oggi il cane, infatti, è spesso considerato un membro della famiglia.

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