Aggressioni tra gatti, quando il micio non riconosce più il compagno dopo un intervento

L’aggressività tra gatti che vivono nella stessa casa ha diverse cause e differenti soluzioni. Può scatenarsi nella fase iniziale, al primo approccio con un nuovo gatto, soprattutto se si tratta di un ingresso brusco e non mediato da una fase in cui i due mici stanno alla dovuta distanza. Erroneamente, anch’io, quando ho preso il secondo gatto ero convinta di fare un favore al primo, regalandogli un compagno di giochi e così, tutta entusiasta, ho fatto subito le presentazioni. Ovviamente si è scatenato l’inferno.

Dopo qualche giorno erano a-mici per la pelle. Motivo per il quale, al ritorno dallo studio veterinario, dopo qualche mese, mi ha stupito non poco che la mia micia soffiasse ed aggredisse il povero compagno, esattamente come aveva fatto all’inizio. Ma ora si conoscevano: come era possibile?

Ebbene sì, al ritorno dal veterinario, dopo una procedura chirurgica, capita che il gatto rimasto a casa non riconosca l’altro. E’ davvero sconfortante quando accade. Hai impiegato tanto a farli andare d’accordo e ti crolla il mondo addosso, oltre che dover difendere il micio degente da attacchi che si fanno anche violenti e mettono a rischio la ferita.

Epistassi, sangue dal naso nel gatto

L’epistassi è il sanguinamento dal naso. E’ di solito provocata da vasi danneggiati nella mucosa nasale, ma può anche essere dovuta ad una maggiore fragilità dei capillari o ad una non meglio specificata tendenza al sanguinamento. Ogni razza di gatto può sviluppare epistassi e non vi è una predilizione di genere.

Il sanguinamento può essere acuto (improvviso) o cronico (ripetuto nel tempo). Le conseguenze dipendono dalla causa di fondo del sanguinamento nasale. E’ importante determinare se il sanguinamento è unilaterale (da una sola narice) o bilaterale (da entrambe le narici) poiché alcune cause di epistassi sono associate con il sanguinamento unilaterale, mentre altre sono associate ad emorragie bilaterali.

L’epistassi nel gatto può essere causata da:

  • Trauma;
  • corpi estranei nel naso;
  • malattie dentali, come l’ascesso alla radice del dente;
  • tumori nasali;
  • infezioni (batteri, funghi, parassiti);
  • alcune malattie del sangue, come alterazioni della coagulazione, sangue troppo viscoso, malattie da zecche che possono causare una bassa conta piastrinica.

Cani avvelenati a Verona, Genova e Roma, come comportarsi?

bocconi avvelenatiUno dei momenti che preferisco della giornata sono le passeggiate con il mio cane, sarà che sono una persona che adora camminare, che al parco si socializza tantissimo, che mi piace vederlo divertire, ci sono però casi in cui il giretto al parco con il proprio cane diventa una tragedia cioè quando una “persona” lascia appositamente delle esche avvelenate per uccidere i nostri inseparabili amici.

E’ quello che sta succedendo a Genova nel quartiere bene di Carignano  in via Ruffini, tanto da far intervenire la Polizia di Stato dopo la segnalazione di una proprietaria che insospettita da bocconi lasciati per terra, ha prontamente chiamato la Polizia.
Il cane della signora è venuto a contatto con i bocconi ed è stato ricoverato, erano talmente intrisi di veleno che il solo contatto creava problemi anche a noi umani.

Verona, non si può dir niente se qualcuno è contrario alla caccia, ma se la protesta porta ad uccidere altri animali allora c’è una forte contrapposizione di ideali. A Rosegaferro, provincia di Verona, da un paio di giorni moltissimi cani da caccia e non sono rimasti intossicati o sono addirittura morti per avvelenamento dopo aver attraversato un percorso per cacciatori.

A Roma sono stati trovati bocconi avvelenati nel parco giochi di via Vela, analizzati dall’Arpa e dalla ASL presentano metaldeide un pesticida contro le lumache e potrebbero contenere anche topicida.