Collare antiabbaio è maltrattamento, la sentenza della Cassazione

Il collare antiabbaio è maltrattamento nei confronti dei cani; questo è quando ha confermato la sentenza della Cassazione confermando al 35enne di Verona anche la multa di 800 euro per maltrattamento di due cani da caccia ‘setter’.

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L’uomo sosteneva di aver messo il collare antiabbaio ai due cani per evitare che potessero disturbare i vicini ed sera stato condannato in seguito alla sentenza emessa dal  al Tribunale di Verona nel 2014. Aveva però deciso di fare ricorso in Cassazione sostenendo che i cani erano comunque stati trovati in salute e senza lesioni ai vigili urbani intervenuti sul posto.

Leo e il collare al pepe, vita da cane di topmodel

Vita da cane…di una vip! Disgrazie e patimenti di un quattro zampe costretto  a scontare sulla sua pelle manie e capricci di una supermodella e dello showbiz. Il meticcio Leo, incrocio husky, di proprietà della top model e attrice Cara Delevingne, è stato portato dalla stessa alla prima del suo ultimo film Suicide Squad, con indosso un pepper spray collar, un collare antiabbaio che spruzza uno spray fastidioso ogni qualvolta il pet accenni ad abbaiare. Quotazioni in ribasso per la giovane star: ha provocato le reazioni indignate di animalisti, addestratori, amanti dei cani.

 

modella e cane con collare antiabbaio

Collare elettrico per cani è legale?

Un nuovo recentissimo orientamento della Corte di Cassazione, riguarda il caso di un cane addestrato con il collare elettrico. La posizione dei giudici, è sempre stata quella di individuare tale comportamento antigiuridico nel reato di maltrattamento, mentre ora la Suprema Corte afferma che si tratta di abbandono.

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Collare elettrico per il cane che abbaia, denunciato cacciatore

Costretto a indossare un collare elettrico, cioè un tipo di collare che rilascia scosse elettriche ogni volta che il cane abbai. Da tre anni, un povero setter, tenuto in una gabbia in un giardino a Montemarciano (provincia di Ancona) era sottoposto a questa tortura. Le guardie zoofile dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) di Ancona, intervenute dopo aver ricevuto segnalazione di un cane con uno strano collare, hanno liberato il setter e denunciato per maltrattamenti il proprietario, un cacciatore.

 

Primo piano setter

Collari elettronici: sequestrati a Ragusa

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Ancora maltrattamento sugli animali, questa volta ci spostiamo nella zona di ragusa, in Sicilia, dove un uomo è stato denunciato e segnalato all’autorità giudiziaria dai Carabinieri del Nas e dalle Guardie Zoofile della Sezione Enpa di Ragusa, in quano utilizzava collari elettrici sui suoi due cani. Il reato che è stato contestato all’uomo è ovviamente quello di maltrattamento di animali. Le indagini sono partite grazie alla preziosa segnalazione di un residente della zona dove l’uomo denunciato viveva, il quale ha informato gli agenti dell’Enpa la presenza di due animali che vagavano sul territorio e che avevano al collo un dispositivo diverso dal solito collare per animali domestici.

Enpa: no all’uso di collari elettrici

L’Ente Nazionale della Cinofilia italiana, è stata invitata dall’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, a ritirare la proposta avanzata nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, durante la quale ha rilanciato sull’uso del collare elettrico, prospettando l’organizzazione di corsi di formazione dedicati al presunto quanto pretestuoso giusto utilizzo del dispositivo.

L’Enpa plaude invece ai parlamentari della Commissione Affari Sociali, che, nella proposta di legge alle modifiche della legge 281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, attualmente in discussione, all’articolo venti comma D hanno stabilito che allo scopo di garantire la tutela della salute, l’incolumita’ pubblica ed il benessere degli animali, e’ vietato detenere, cedere a qualsiasi titolo e utilizzare collari elettrici o altri strumenti atti a determinare scosse o impulsi elettrici.

Collare antiabbaio: cosa dice la legge

Purtroppo sono ancora tanti coloro che utilizzano collari elettrici o chiamati anche antiabbaio per educare o reprimere i comportamenti del proprio amico a quattro zampe. La vicenda sull’uso di tale tipo di collare è stat lunga, partita da diversi filmati di Striscia la Notizia che ne denunciavano l’inutilità e l’atrocità.

Nel 2005 è stata emanata dal Ministro Storace l’ ordinanza Divieto dell’uso del collare elettrico e di altro analogo strumento sui cani. L’ordinanza Storace è stata successivamente abrogata dal TAR del Lazio a cui ricorrono alcune ditte produttrici di collari antiabbaio e per addestramento: fortunatamente per colmare l’eventuale buco normativo, interviene la Cassazione, la quale con la sentenza numero 15061 terza sezione penale, si è espressa in merito condannando per maltrattamenti una donna denunciata per l’utilizzo sul proprio cane di un collare antiabbaio.

Nella sentenza si legge che L’uso del collare antiabbaio, a prescindere dalla specifica Ordinanza mínisteriale e dalla sua efficacia, rientra nella previsione del Codice penale che vieta il maltrattamento degli animali. In proposito la Corte ha precisato che l’uso dei collari elettrici costituisce incrudelimento senza necessità nei confronti di animali, suscettibile di dare luogo quanto meno al reato di cui all’articolo 727 Cp ogni comportamento produttivo nell’animale di sofferenze che non trovino giustificazione nell’insuperabile esigenza di tutela non altrimenti realizzabile di valori giuridicamente apprezzabili.

Collari elettrici, vietati dalla Cassazione

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La Corte di Cassazione si pronuncia nuovamente a favore degli amici animali: questa volta lo fa con la sentenza 15061 del 13 aprile 2007, in relazione all’uso dei collari elettrici. I collari elettrici, chiamati anche antiabbaio, sono degli strumenti che contengono all’interno un principio elettronico, in grado di dare una scossa elettrica all’animale che lo indossa: la scarica elettrica può essere azionata dal padrone attraverso un teecomando o autonomamente quando il collare rileva un movimento brusco del collo, come accade appunto quando il cane abbaia.

La Corte di Cassazione ha tutavia stabilito che l‘uso del collare antiabbaio, rientra nella previsione del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali in quanto provoca uno stato di sofferenza nell’animale. Nella motivazione si legge che l’uso del predetto tipo di collare, costituisce incrudelimento senza necessità nei confronti di animali, suscettibile di dare luogo quanto meno al reato di cui all’articolo 727 c.p.

Tale articolo, ricordiamo, punisce ogni comportamento produttivo nell’animale di sofferenze, che non trovino giustificazione nell’insuperabile esigenza di tutela non altrimenti realizzabile di valori giuridicamente apprezzabili. Nel caso di specie si tratterebbe unicamente di reprimere comportamenti eventualmente molesti dell’animale che possono trovare invece adeguata correzione con trattamenti educativi etologicamente informati e quindi privi di ogni forma di violenza o accanimento.