Specie a rischio estinzione? Sono diverse quelle che si trovano maggiormente a rischio di scomparire nel 2026. Cerchiamo di capire quali sono.

Quali sono le specie a rischio estinzione
Nonostante gli sforzi di conservazione messi in campo da governi e organizzazioni internazionali, molte popolazioni animali si trovano in condizioni critiche. La perdita di habitat, il cambiamento climatico, l’inquinamento e il bracconaggio sono tra le cause principali della progressiva scomparsa di alcuni animali una volta presenti in gran numero.
Secondo l’UICN migliaia di specie sono classificate come minacciate nella cosiddetta Lista Rossa, uno strumento che monitora lo stato di salute della biodiversità mondiale. Tra gli animali simbolo di questa crisi c’è la Panthera tigris, ovvero la tigre, il cui habitat naturale è stato frammentato dalla deforestazione e dall’espansione urbana.
Sebbene alcuni programmi di tutela abbiano permesso una lieve ripresa in certe aree dell’Asia, la specie rimane vulnerabile all’estinzione e dipende fortemente dalla protezione delle foreste e dal contrasto al bracconaggio. O ancora il potoroo di Gilbert e il rinoceronte.
Anche la Loxodonta africana, l’elefante africano, continua a essere minacciato dalla caccia illegale per l’avorio e dalla riduzione degli spazi naturali. La crescita delle attività agricole e delle infrastrutture divide i territori in cui questi grandi mammiferi si spostano tradizionalmente, aumentando i conflitti con le comunità locali.
La tutela di questa specie non riguarda solo la sua sopravvivenza, ma anche l’equilibrio degli ecosistemi, poiché gli elefanti svolgono un ruolo fondamentale nella dispersione dei semi e nella modellazione del paesaggio.
Problemi anche nei mari

Nei mari la situazione estinzione non è meno preoccupante. La caretta caretta, la tartaruga marina comune nel Mediterraneo, affronta minacce legate alla pesca accidentale, all’inquinamento da plastica e all’innalzamento delle temperature che altera le spiagge di nidificazione. Il riscaldamento globale influisce persino sulla determinazione del sesso dei piccoli, rendendo ancora più fragile l’equilibrio delle popolazioni future.
Destino ancor più triste per una sua parente, la Rafetus swinhoei o tartaruga dal guscio molle dello Yangtze. Al mondo, infatti, ne esistono solo due esemplari: un maschio di oltre un secolo presente nello zoo di Suzhou in Cina e una di cui non si conoscere il genere nel lago Xuan Khanh, in Vietnam.
Come loro tanti altri animali lottano per la sopravvivenza cercando di schivare gli effetti dei cambiamenti climatici, della caccia o delle malattie.
Sebbene attualmente vi sia una maggiore consapevolezza di certo c’è ancora molto da fare. La creazione di aree protette e i programmi di riproduzione in cattività dimostrano che invertire la rotta è possibile, ma richiedono impegno costante e cooperazione internazionale.