Cuccioli di animali selvatici, come comportarsi 

di Fabiana Commenta

Dalla fine dell’inverno fino all’inizio dell’autunno non è difficile imbattersi in cuccioli di animali selvatici: potrebbero sembrare abbandonati oppure potrebbero apparire in  difficoltà, ma in realtà nulla è come sembra.

Si tratta di esemplari giovani o di piccoli in allattamento che stanno aspettando il ritorno dei genitori: proprio per questo motivo dobbiamo assolutamente trattenersi dal desiderio di toccarli o spostarli. Questo li condannerebbe alla morte. 

I cuccioli infatti restano nascosti e immobili, atteggiamento che è l’unica loro forma di difesa contro eventuali predatori.

Le madri di Cervo e Capriolo, ma anche quelle di molte altre specie animali, utilizzano i prati, il sottobosco o le siepi per nascondervi i cuccioli in allattamento e si recano più lontano per cercare il cibo evitando, così, di richiamare, con la loro presenza, eventuali predatori che potrebbero catturare i loro cuccioli.

Come comportarsi allora quando vi imbattete in un cucciolo di speciale selvatiche? 

Ammiratelo in tutta la sua bellezza e tenerezza, ma non toccatelo a meno che non sia gravemente ferito oppure sia in grave pericolo, magari in mezzo alla strada.

Se si trova in una condizione di pericolo, spostatelo rapidamente di pochi metri di pochi metri facendo in modo che la madre lo possa ritrovare facilmente. 

Allontanandoti dal luogo del ritrovamento senza accarezzarlo perché in questo modo consentirete ai genitori di tornare a prenderlo ed eviterete che lo abbandonino del tutto: lasciare il proprio odore sul cucciolo,  potrebbe essere letale perché i genitori potrebbero abbandonarlo e voi lo avreste condannato a morte sicura. 

Come comportarsi

Ecco una serie di consigli diramati dagli esperti del Parco Nazionale d’Abruzzo su come comportarsi. 

  • Per gli animali selvatici, il posto migliore in cui vivere ma anche in cui morire è il loro habitat naturale. Questo significa conoscerli e rispettarli.
  • I mammiferi come il cervo, il capriolo, il daino, e la lepre  non hanno una tana in cui partorire i piccoli e non formano nuclei familiari in cui la prole è sempre a contatto con i genitori. La madre li accudisce e alimenta ad intervalli regolari, per allontanarsi subito dopo, in modo da non attirare i predatori sul luogo in cui è nascosto il proprio piccolo.
  • Alcuni uccelli abbandonano spontaneamente il nido (es, civette, allocchi, allodole, spioncelli…), quando ancora non sanno volare, pur essendo ancora seguiti ed alimentati dai genitori.
  • I nidiacei ed i cuccioli sani devono essere lasciati nel luogo di ritrovamento (senza toccarli ed accarezzarli), a meno che non si sia certi della morte dei genitori o di un pericolo incombente.
  • I nidiacei, se possibile, riposizionateli velocemente nel nido o su di un ramo. I genitori continueranno a nutrirli, di notte, quando ve ne sarete andati.
  • I cuccioli, solo se in grave pericolo, spostateli in un luogo protetto poco distante da dove l’avete trovati e possibilmente, senza toccarli con le mani nude.
  • Tenete il vostro cane al guinzaglio durante le passeggiate in natura, soprattutto da aprile a luglio.
  • Gli uccelli ed i mammiferi selvatici sono specie protette ed appartengono al patrimonio dello Stato (L 157/92, Direttive Internazionali).

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