Cani che giocano a poker, la storia dei dipinti

di pask Commenta

Spesso e volentieri l’arte va ad intrecciarsi con ambiti e settori per cui vien difficile trovare un collegamento. Ad esempio, chi l’avrebbe mai detto che tanti dipinti ritraggono dei giocatori d’azzardo? A pensarci bene, in effetti, sono numerosi i dipinti che sono passati alla storia in cui vengono ritratte delle scene piuttosto conosciute a chi ha questa passione.

Cani
Cani

Qualche secolo fa, l’atmosfera che si poteva provare all’interno dei casinò reali o delle varie case da gioco era unica. Adesso, invece, con il boom di smartphone e tablet è cambiato tutto, visto che gli accessi tramite il web ai vari casinò online sono sempre di più ed è facile intuirne i motivi. Infatti, giocare alla roulette NetBet, ad esempio, online è veramente un gioco da ragazzi: inoltre, nel corso degli ultimi anni, la tecnologia ha fatto così tanti passi in avanti da essere in grado di offrire anche una particolare modalità di gioco denominata live, che consente di mettersi alla prova con delle partite di roulette in cui il croupier è in carne e ossa, che girerà la ruota in tempo reale, il tutto trasmesso in streaming ovviamente.

Come sono nati questi dipinti

Tra le opere d’arte che hanno riscosso maggior apprezzamento e che riguardano il mondo del gioco d’azzardo troviamo sicuramente “Cani che giocano a poker”. In realtà, si tratta di un insieme di dipinti su tela che sono stati creati nei primi anni del ‘900, grazie all’inventiva dell’artista di origini americane Cassius Marcellus Coolidge.

Questi dipinti hanno portato fin da subito notevole scalpore e si sono create discussioni a non finire. Alcuni addetti ai lavori, infatti, hanno messo in evidenza come non si possano nemmeno considerare delle opere d’arte, mentre stando ad altri pareri, questa serie di quadri non può che appartenere di diritto all’arte moderna, soprattutto per il condizionamento che poi riusciranno ad avere sulla pop-art che nascerà in seguito.

Ceto, probabilmente sotto il profilo artistico non rappresentano la perfezione, ma inevitabilmente finiscono per finire dritti nella memoria di chi li vede per la prima volta. Gli amanti del gioco del poker hanno sicuramente apprezzato la creatività di Cassius Marcellus Coolidge e, nel momento in cui vendono i quadri per la prima volta, è inevitabile lasciarsi scappare un sorriso.

Tutte queste opere sono state richieste a Coolidge da parte di un’azienda che, a quei tempi, voleva sfondare nel settore della vendita dei sigari. Anche Coolidge, in realtà, non era affatto un pittore, ma in realtà lavorare come vignettista umorista. Questi “quadri”, quindi, hanno raggiunto l’apice della fama dopo una vera e propria pubblicità a tappeto che ha fatto la ditta, visto che ha riempito bar e locali di ogni zona degli Usa con locandine ritraenti questi dipinti.

Al giorno d’oggi, è inevitabile pensare a questa serie di dipinti come parte della cultura a stelle e strisce e, più in generale, di quella internazionale. Non è un caso, infatti, che spesso e volentieri vengano inseriti in qualche telefilm o pellicola, in modo particolare in quelle comiche. Una fama che è cresciuta al punto tale da aumentare in maniera impressionante il valore. Infatti, nel 2005, due quadri sella serie vennero venduti per una cifra pazzesca, pari a 540900 dollari: si trattava di “Waterloo” e di “A Bold Bluff”.

La serie completa include la bellezza di 18 quadri: in ogni dipinto ci sono dei cani che svolgono delle attività “umane”. Addirittura la metà di queste opere d’arte raffigurano dei cani intenti proprio a giocare a carte, divertendosi a poker. I nove quadri che sono legati strettamente al gioco del poker sono “Stranger in Camp”, “Waterloo”, “Looks Like Four of a Kind”, “A Friend in Need”, “His Station and Four Aces”, “Pinched with Four Aces”, “A Bold Bluff”, “Poker Sympathy”, “Post Mortem”, “Sitting up with a Sick Friend”.

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