Le marmotte? Non giocano più sulle Alpi. A quanto pare il caldo intenso degli ultimi mesi (ed anni) ha portato a un cambiamento delle loro abitudini.

Meno aria aperta per le marmotte
Chi ha camminato sulle Alpi conosce bene la scena: una marmotta esce dalla tana, si ferma sulle zampe posteriori, osserva l’ambiente e poi corre sul prato insieme alle compagne. Un’immagine che per anni ha rappresentato una realtà estiva che si ripeteva. Il riscaldamento del clima, però, sta modificando sempre di più le condizioni in cui questi animali possono vivere e muoversi. Ed è un male.
Dire che le marmotte “non giocano più” a causa del caldo ovviamente è una semplificazione. Le ricerche mostrano qualcosa di più interessante: quando le temperature diventano troppo elevate, le marmotte riducono il tempo trascorso all’aperto e si rifugiano nelle loro tane.
Già studi condotti in passato hanno osservato che sopra i 25 °C l’attività in superficie diminuisce sensibilmente. Il motivo è semplice: la marmotta è un animale adattato agli ambienti freschi di montagna e deve evitare il surriscaldamento.
Le temperature alpine, però, stanno cambiando. Una ricerca pubblicata nel 2025 ha confrontato la presenza delle marmotte in una valle vicino a Davos, in Svizzera, tra il 1982 e il 2022. In quarant’anni la temperatura media è aumentata di circa 1,04 °C e i giorni con temperature massime di almeno 25 °C sono passati da uno a nove all’anno. Lo studio ha rilevato anche che il punto in cui le condizioni risultano più favorevoli alle marmotte si è spostato verso quote maggiori, di circa 86 metri.
Ricerca di maggiore frescura

Questo non significa, però, che le marmotte stiano scomparendo dalle Alpi o che abbiano smesso di comportarsi come sempre. Nella valle studiata, per esempio, i ricercatori non hanno trovato una vera fuga generalizzata verso le quote più alte. Il quadro è quindi più complesso. Il caldo può diventare un problema soprattutto quando le giornate molto calde diventano frequenti e si sommano ad altri cambiamenti ambientali.
Anche l’inverno ha un ruolo importante. Le marmotte trascorrono diversi mesi in letargo e la loro sopravvivenza dipende dalle condizioni della stagione fredda. Studi di lungo periodo hanno mostrato che cambiamenti nella neve e nelle temperature invernali possono influenzare soprattutto la sopravvivenza dei giovani.
Il problema, dunque, non riguarda soltanto la possibilità di vedere una marmotta correre o giocare su un prato. Il cambiamento climatico può modificare il ritmo delle attività quotidiane, la disponibilità di cibo, la riproduzione e la sopravvivenza. Alcuni modelli climatici suggeriscono inoltre che, nel lungo periodo, il caldo e la maggiore siccità estiva potrebbero ridurre una parte dell’habitat adatto alla specie. Inutile dire che è necessario invertire la rotta.
Se le estati continueranno a essere più calde, potremmo vederle sempre meno nelle ore centrali della giornata e sempre più spesso al riparo nelle loro tane.