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Tilacino, marsupiale estinto simile a tigre

Il tilacino, conosciuto anche come tigre della Tasmania, è uno degli animali estinti più affascinanti da conoscere. E la ragione è che si tratta di un marsupiale e non di un mammifero “placentato”.

La storia del Tilacino

Tutto questo nonostante il suo aspetto molto simile a quello di un lupo o di un cane. Il suo nome scientifico è Thylacinus cynocephalus. E il suo essere marsupiale sottintende che come il canguro o il koala, le femmine possedevano una tasca in cui i piccoli completavano lo sviluppo dopo la nascita.

Il tilacino era il più grande marsupiale carnivoro dei tempi moderni. Aveva un corpo snello, una lunga coda rigida e una caratteristica serie di strisce scure sulla parte posteriore del dorso, da cui deriva il soprannome di “tigre”. Viveva soprattutto sull’isola della Tasmania, a sud dell’Australia. Anche se in tempi più antichi era diffuso anche nel resto del continente australiano e in Nuova Guinea.

Questo animale era un predatore che si nutriva probabilmente di piccoli mammiferi, uccelli e altri animali disponibili nel suo ambiente. Era principalmente notturno e solitario, caratteristiche che lo rendevano piuttosto difficile da osservare in natura. Per molto tempo il tilacino è stato una presenza discreta negli ecosistemi della Tasmania. Almeno fino all’arrivo degli esseri umani europei nel XIX secolo che ne causò progressivamente l’estinzione.

I coloni europei iniziarono ad allevare pecore sull’isola e presto si diffuse la convinzione che il tilacino rappresentasse una minaccia per il bestiame. Anche se oggi molti studiosi ritengono che il suo impatto fosse probabilmente limitato, all’epoca l’animale venne considerato un pericoloso predatore da eliminare. Il governo della colonia introdusse addirittura ricompense in denaro per ogni esemplare ucciso, incentivando una caccia intensa e sistematica.

Estinzione colpa dell’uomo

La persecuzione diretta da parte dell’uomo fu la principale causa del calo della specie. A questo si aggiunsero altri fattori, come la perdita dell’habitat naturale e la competizione con cani introdotti dai coloni. Nel giro di pochi decenni la popolazione di tilacini diminuì drasticamente, fino a diventare rarissima.

L’ultimo esemplare di tilacino conosciuto visse in cattività nello Zoo di Beaumaris e morì il 7 settembre 1936. Data che oggi in Australia viene ricordata come giornata dedicata alle specie minacciate. Con la sua morte il tilacino fu ufficialmente considerato estinto, anche se per anni continuarono a circolare racconti e presunti avvistamenti nelle zone più remote della Tasmania.

La sua storia è senza dubbio un esempio emblematico dell’impatto umano sulla biodiversità. In meno di un secolo, un animale che aveva abitato quell’area per migliaia di anni scomparve completamente. Alcuni progetti di ricerca stanno persino esplorando la possibilità teorica di riportarlo in vita attraverso tecniche avanzate di ingegneria genetica, anche se si tratta ancora di ipotesi considerate ancora molto controverse a livello etico.

Photo Credit | Wikimedia

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