Investe e uccide cane un insospettabile pirata della strada

Investe un cane a bordo della propria auto, lo uccide e fugge. Senza nulla togliere alla gravità del caso dal momento che si configurano l’omissione di soccorso di animali e il reato di omicidio stradale puniti con e multa fino a 15 mila euro e la pena dai 3 a 18 mesi di carcere, ad aggravare il tutto è il fatto che il ‘pirata della strada’ non fosse un utente qualsiasi bensì una veterinaria, cioè chi per scelta di vita e professione dovrebbe avere a cuore salute e vita degli animali sempre anziché cercare di farla franca. E’ accaduto a Milano in zona Ippodromo. Infuriano le polemiche: il comune non ha sporto denuncia perché il fatto è avvenuto all’interno di uno spazio privato. Ci ha pensato Aidaa, l’associazione italiana a difesa di animali e ambiente.

 

Vorrei un cane, ma non so se sono pronto: consigli utili ?

Se desiderate avere un cane ma non siete sicuri di essere pronti, ecco qualche prezioso consiglio per comprendere meglio le vostre emozioni e riflettere bene su cosa potreste offrire ad un amico a quattro zampe. Pensare ad un animaletto peloso con cui giocare o accarezzare nei momenti di malinconia è limitativo. Dovete prima di tutto concentrarvi sulle responsabilità che il cane comporta. Prima di tutto occorre avere del tempo da dedicargli, o tenere in conto di dover rinunciare a qualcosa nel caso Fido avesse bisogno di voi. Poi sarebbe utile fare un pochino di conti. Un cane di base può costare dai 700, ai 3.000 euro l’anno, se si ammala, anche qual cosina in più.

Se il cane morde, il padrone è sempre responsabile

cane

La Cassazione ancora una volta torna ad occuparsi di animali, questa volta in relazione al risarcimento danni nel caso in cui il cane di casa abbia morsicato una persona estranea. In particolare sa suprema corte si è occupata questa volta di un caso risalente addirittura al 2000, quando un pitbull morsicò un operaio. Il proprietario del cane tuttavia, conscio del carattere irascibile della bestiola, si era premurato di legare il cane alla catena lunga 3 metri e di affiggere il cartello Attenti al Cane.

Nonostante le premure il pitbull morsicò l’uomo che si rivolse al Giudice di pace per chiedere il risarcimento dei danni subiti: in primo grado la ragione venne data alla vittima, con riconoscimento di un danno pari a 2.580 euro, in secondo grado invece il Tribunale diede ragione al proprietario del cane, affermando che il proprietario del pitbull aveva messo in atto tutte le misure possibili per evitare l’attacco dell’animale.

Trasferita la competenza in Cassazione, la terza sezione con la sentenza 9037 ha ribaltato tutto: infatti è stato precisato che per liberarsi dalla responsabilità non è più sufficiente dare la prova di avere usato la comune diligenza nella custodia del’animale, ma il padrone dell’animale avrebbe dovuto provare l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere il nesso causale, non essendo sufficiente la prova di avere usato la comune diligenza nella custodia dell’animale.