10 gatti al mare (FOTO)

Ebbene sì. La notizia è che anche i gatti amano al mare, lo frequentano, lo vivono. Certo, il loro modo di stare nell’ambiente marino è in genere completamente diverso da quello dei cani: alla larga dal mucchio selvaggio e dalla confusione, sì a starci in solitaria o in colonie; spesso sono gatti liberi o appartengono alla comunità dei pescatori, come dire che son di tutti e di nessuno proprio come il mare. Eccoli in 10 foto.

 

 

 

Gatti che amano incredibilmente l’acqua – foto

I gatti non sono certo noti per la loro passione per il nuoto, questi infatti non amano generalmente il contatto con l’acqua e, a differenza dei cani, preferiscono pulirsi autonomamente e stare ben lontani da piscine, fontane, vasche da bagno, doccia e qualsiasi fonte di acqua fresca. I gatti amano il sole, il calore e la comodità. Questi che stiamo per mostrarvi, infatti, rappresentano l’eccezione che conferma la regola e sono dei veri e propri temerari della loro specie. Date un’occhiata alla galleria fotografica che segue per rendervi conto di ciò di cui stiamo parlando.

gatto piscina

I gatti amano l’acqua del wc

wc

Cani e gatti amano l’acqua del water. E’ un dato di fatto, se trovano la tavoletta alzata ecco che ci devono infilare dentro il muso, per giocare o peggio ancora, per bere l’acqua. Insomma, chi più o chi meno, tutti hanno avuto a che fare con dei pet amanti del wc. Ma si tratta di un atteggiamento dannoso per i nostri amici a quattro zampe, una brutta abitudine che deve essere scoraggiata dai proprietari. Vediamo insieme per quale motivo.

Il gatto e la fisica: ecco come riesce a bere

Una fra le curiosità intorno ai gatti è il modo in cui questi bevano senza bagnare muso e vibrisse, a riprova della loro proverbiale eleganza e pulizia. Ora uno studio congiunto di tre prestigiose università americane, il Massachusetts Institute of Technology (Mit), il Virginia Tech, e la Princeton University, e pubblicato sulla versione web di Science, ha spiegato il come e il perché. Era noto agli scienziati che i piccoli felini, nel lappare acqua o latte per esempio da una ciotola, estendessero la lingua verso il contenitore orientando la punta della stessa verso il basso quasi a creare un cucchiaio, in modo da far toccare la superficie del liquido con la parte superiore e più interna dell’organo.

Questa tecnica era stata scoperta negli anni Quaranta da uno studioso pure lui del Mit, il professor Doc Edgerton, che per osservare i rapidissimi movimenti di un gatto domestico aveva utilizzato la fotografia stroboscopica. Dotati della ben più avanzata tecnologia delle videocamere ad alta velocità, i ricercatori hanno catturato nuovi e più dettagliati fotogrammi scoprendo che a entrare in contatto con il liquido è soltanto la parte superiore della lingua, differenziandosi così nettamente dalla tecnica usata da molte altre specie animali come i cani, che arricciano a coppa la lingua, e i cavalli, che aspirano il liquido verso l’alto.

Lo spunto per la ricerca si deve al professor Roman Stocker, biofisico nel Massachussets che ha detto di aver tratto ispirazione da Cutta Cutta, il suo gatto: «Ho pensato che dietro questa semplice azione ci fosse un interessante e complesso meccanismo fisico». Dunque, lavorando con i colleghi del Virginia e di Princeton, ha messo a punto una particolare telecamera fissandola davanti alla ciotola del latte di Cutta Cutta. Nel dettaglio del video diffuso in Internet si nota la parte rasposa che tocca il latte in maniera tale da accarezzarla appena. Il gatto allora ritira la lingua producendo tra essa e la ciotola una sorta di colonna di latte, che poi cattura chiudendo la bocca.