Insegnare al cane a venire da noi quando lo chiamiamo è uno dei comandi fondamentali che il nostro amico a quattro zampe deve imparare. Anche se non dobbiamo mai cercare di mettere i nostri cani in situazioni a rischio, il richiamo può evitare una collisione auto-cane, un inseguimento di gatti, o altri pericoli. Su un piano più banale ma pratico, il comando “vieni” presenta al cane molte più opportunità di libertà proprio perché sappiamo che è possibile richiamarlo nel parco, su sentieri, ovunque, e quindi stiamo più tranquilli e gli lasciamo più autonomia di movimento.
Per addestrare il cane, bisogna convincerlo che siamo molto più attraenti noi della libertà temporanea. Le sessioni di addestramento devono essere brevi ed i premi devono essere sempre motivati. Ma l’addestramento di un cane al nostro richiamo è più difficile di quanto non sembri: la maggior parte dei cani imparano in fretta che possono correre più velocemente di noi e che è molto più divertente sfuggirci piuttosto che camminare placidamente al nostro fianco.
L’ideale sarebbe non lasciare completamente libero il cane finché non ha imparato a tornare indietro quando lo richiamiamo.
Fino ad allora, si dovrebbe usare sempre il guinzaglio in spazi aperti, mentre l’addestramento dovrebbe avvenire in luoghi in cui non c’è alcun rischio di fuga o di pericoli nel caso non ubbidisca, come un cortile recintato ad esempio.

La tachipnea, anche nota come polipnea, è un aumento della frequenza e dei tassi respiratori. Il cane respira affannosamente con un ritmo respiratorio accelerato rispetto alla norma. A differenza della dispnea (una sensazione dolorosa associata a difficoltà respiratorie), non é necessariamente un segnale di pericolo.