Cani, perché non bisogna gridare con loro

di Valentina Commenta

Gridare ai cani fa male alla loro salute: è questo il risultato di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Porto, in Portogallo, che ha illustrato come punizioni troppo dure e stressanti possano essere deleterie per la loro salute.

non gridare al cane

Attenzione al rinforzo negativo nei cani

Per molti versi i cani sono come i figli: danno molta gioia ma possono anche far arrabbiare moltissimo. E come con gli stessi è necessario limitare le reazioni eccessive: qualcosa che bisogna fare per far si che gli stessi possano mantenere una condizione di benessere stabile. Questo perché gli scienziati hanno scoperto che l’animale viene sottoposto a rimproveri e sgridate troppo severe, si innesca un meccanismo di “rinforzo negativo” che agisce direttamente sul suo cervello portando a lungo termine conseguenze sulla sua salute mentale. Hanno spiegato i ricercatori:

Il risultato degli esperimenti che abbiamo condotto mostra che i cani da compagnia addestrati usando metodi basati sull’avversione hanno un benessere inferiore rispetto a quelli addestrati usando metodi basati sulla ricompensa, sia nel breve che nel lungo termine. In particolare, i primi assumono comportamenti e posture corporee notoriamente correlati a uno stato di stress, mostrano un aumento dei livelli di cortisolo e sono più pessimisti quando affrontano un esercizio cognitivo.

Meglio un addestramento di ricompensa per i cani

ricmpensa non grida per ubbidienza cane

Si tratta di una conferma importante, quella arrivata dall’università portoghese: già in passato diversi studi avevano mostrato come l’addestramento basato sull’avversione avesse delle conseguenze negative sulla salute dei cani ma il problema non era stato approfondito per via della credenza (sbagliata) che questo potesse accadere solo ai cani poliziotto ed a tutti quegli animali che avevano sperimentato i collari a scossa elettrica. L’equipe di Porto ha preso in considerazione, guidata dalla biologa Ana Catarina Vieira de Castro, un campione di 42 cani provenienti da tre scuole di addestramento che usano metodi basati sulla ricompensa e 52 cani provenienti da quattro scuole di addestramento che usano metodi più aggressivi, tra i quali punizioni e grida. I risultati hanno mostrato che gli esemplari presenti nelle classi di addestramento più aggressive mostravano non solo comportamenti legai allo stress (sbadigli in particolare, N.d.R.) e livelli di cortisolo più alti.

Essere più gentili e quindi fornire al cane un insegnamento basato sulla ricompensa consente di ottenere maggiori risultati ed il mantenimento dell’ubbidienza del cane che assocerà il fare bene a premi e quindi a stati di contentezza. Insomma, quando si ha a che fare con un cane bisogna avere pazienza e lavorare sul far associare allo stesso il comportamento giusto ad uno stato di benessere.

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