L’atelocino, conosciuto scientificamente come Atelocynus microtis e chiamato anche “cane dalle orecchie corte”, è uno dei mammiferi più misteriosi esistenti. Di recente una ricerca basata su fototrappole ha consentito di conoscerlo più da vicino.

Cosa è l’atelocino
Questo raro canide vive esclusivamente nella foresta amazzonica e rappresenta l’unica specie appartenente al genere Atelocynus. La sua natura estremamente schiva gli ha fatto guadagnare il soprannome di “cane fantasma dell’Amazzonia”, perché osservarlo in natura è un evento eccezionale anche per gli esperti che trascorrono anni nelle aree in cui vive.
L’atelocino è diffuso principalmente nelle foreste tropicali di Brasile, Perù, Colombia, Ecuador e Bolivia. A differenza di altri canidi, come i lupi o le volpi, preferisce vivere in solitudine e si muove nelle zone più fitte e incontaminate della foresta. Ha poi un aspetto particolare: presenta zampe relativamente corte, orecchie piccole e arrotondate e una folta pelliccia scura che varia dal grigio al bruno. Gli adulti possono raggiungere circa un metro di lunghezza e pesare fino a dieci chilogrammi.
Le conoscenze sul suo comportamento sono ancora limitate. Gli studi disponibili indicano che l’atelocino si nutre di piccoli mammiferi, pesci, insetti, uccelli, anfibi e persino frutti. Questa dieta molto varia dimostra una notevole capacità di adattamento alle risorse offerte dall’ecosistema amazzonico. Gli scienziati ritengono inoltre che abbia una particolare affinità con gli ambienti vicini ai corsi d’acqua, dove viene spesso rilevato attraverso impronte e fototrappole.
Specie minacciata nella sopravvivenza

Nonostante il fascino che esercita sui ricercatori, l’atelocino è considerato una specie prossima alla minaccia. Le principali cause di preoccupazione sono la distruzione dell’habitat dovuta alla deforestazione e il rischio di trasmissione di malattie provenienti dai cani domestici e randagi. La progressiva perdita di foresta amazzonica, tra l’altro, potrebbe ridurre significativamente le aree idonee alla sua sopravvivenza nei prossimi decenni.
Le notizie più recenti sull’atelocino ci arrivano da una ricerca pubblicata nel 2026 che ha raccolto oltre vent’anni di osservazioni e dati ottenuti tramite fototrappole in Bolivia e nelle regioni amazzoniche limitrofe.
Lo studio ha documentato centinaia di avvistamenti indipendenti, offrendo una delle analisi più complete mai realizzate sulla specie. E i risultati hanno mostrato come sia probabilmente più diffuso di quanto si pensasse in alcune aree protette, pur restando strettamente legato alle foreste integre e poco disturbate dall’uomo.
Inutile dire che vi è necessità di preservare il più possibile i suoi habitat e la sua sopravvivenza. Anche per avere modo di conoscerlo meglio e capire come si sia sviluppato ed evoluto.