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  • 11
  • dic
  • 2009

Pterophyllum Scalare: la riproduzione

Di Giulia, in Acquari.

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La riproduzione dei pesci nella propria vasca è sempre uno degli obiettivi dell’acquariofilo; proprio per questo, e per i comportamenti tipici della razza, i ciclidi sono tra i più amati. Lo scalare, da principe dei ciclidi, non fa ovviamente differenza: oltre ad essere uno splendido pesce, è uno dei ciclidi più interessanti da vedere durante la fase delle cure parentali.

Prima di tutto, occorre fornire ai riproduttori un’acqua con parametri simili ai seguenti: temperatura 27-30° C, durezza complessiva 5-10° dGH, durezza carbonatica 3-5° dKH; pH 6.5-7, No2 non misurabili, NO3 inferiori a 10 mg/l. Oltre a questo, occorre fornire una piantumazione tale da consentire la creazione di nascondigli per la deposizione delle uova, che avverrà su superfici lisce e riparate.

Se lo scopo ultimo dell’acquarifilo è la riproduzione, occorre acquistare 5 o 6 giovani esemplari ed attendere la formazione di una coppia stabile: si noterà la coppia nuotare sempre più in disparte, scacciando gli altri dal territorio scelto per la riproduzione. A questo punto, la coppia posta nelle condizioni inizierà i rituali di accoppiamento: l’affiatamento della coppia sarà riscontrabile dopo la terza o quarta riproduzione, quando saremo sicuri che la coppia è in grado di accudire alla prole, oltre a deporre e fecondare le uova.

La schiusa avviene dopo circa 48-72 ore dalla deposizione: le larve, dotate di sacco vitellino in grado di alimentarli per 6 o 7 giorni, rimangono attaccare alla superficie adottata per la deposizione. Il nuoto libero inizierà una volta consumato il sacco vitellino e verrà costantemente sorvegliato dai genitori, che difenderanno la prole energicamente da qualsiasi potenziale pericolo. Non è raro vedere i genitori prendere i piccoli in bocca e risputarli nel gruppo per poterli meglio sorvegliare.

Come per altri piccoli ciclidi, l’alimentazione degli avannotti dovrebbe cominciare dopo l’inizio del nuoto libero ed essere a base di naupli di artemia salina, da somministrare 3 o 4 volte al giorno. Dopo circa 4 settimane, possiamo iniziare lo svezzamento con mangimi secchi e tuorlo d’uovo bollito e sbriciolato, in modo da abituare i piccoli ai mangimi non vivi e poterli alimentare più facilmente.

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