Pawternity leave, il congedo parentale negli USA per chi adotta un cane

di Fabiana Commenta

Si chiama Pawternity leave e corrisponde in pratica al congedo retribuito per chi adotta un animale: l’iniziativa sta spopolando soprattutto nella città di New York dove molte aziende si stanno impegnando nella diffusione della pratica.

congedo parentale

Ma se New York è la città che fa notizia, è anche vero che l’iniziativa si sta diffondendo in diverse città americane e consente di poter trascorrere ore retribuite in casa per aiutare il cucciolo nuovo arrivato ad ambientarsi, ma anche per poterlo accudire in caso di malattia o di morte. La notizia è stata diffusa dalla LAV che conferma che questo sia il “riconoscimento di fatto che gli animali sono ormai componenti a pieno titolo di moltissime famiglie”. 

È un segnale chiaro quello che arriva dagli Usa e di cui siamo stati precursori in Italia: la nostra associazione, infatti, ha sostenuto con successo l’azione di una dipendente pubblica che ha chiesto, ed ottenuto, il riconoscimento del permesso retribuito per due giorni di assenza necessari a curare il proprio cane, primo caso nel nostro Paese, che ha suscitato grande interesse a livello nazionale e internazionale. 

SCOZIA, CONGEDO PARENTALE PER CHI ADOTTA UN CANE

Conferma Gianluca Felicetti, presidente della LAV riferendosi alla possibilità di un’impiegata de La Sapienza di poter usufruire del congedo retribuito per assistere il proprio cane dopo una delicata operazione.

Gli animali ormai sono veri e propri membri della famiglia per circa il 33,3% dei secondo le stime LAV che confermano gli animali domestici siano circa 60 milioni tra cani, gatti, uccelli, criceti, tartarughe e pesci. Cresce l’attenzione per i servizi loro dedicati, dalle cure veterinarie all’accesso nei luoghi pubblici fino alle strutture ricettive, ma è anche necessaria una legislazione che possa evolversi e tutelarne lo status di esseri senzienti.

ROMA, PERMESSO RETRIBUITO PER ASSISTERE IL CANE CUCCIOLA

L’invito della LAV è proprio la riforma del Codice Civile che il prossimo Governo dovrebbe avere il coraggio di portare avanti visto che la proposta di legge è ferma ormai dal 2008.

photo credits | think stock

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