Parto del cane, durata, fasi e cosa fare

 
cinzia iannaccio
23 luglio 2013
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parto del cane fasi cosa fare durataE’ arrivato il momento del parto della vostra cagna? Niente panico. Vediamo insieme cosa fare, come aiutare il cane a partorire, la durata e le fasi di questo emozionante momento per tutta la famiglia, partendo da un presupposto: la nostra amica a quattro zampe fa tutto da sola come natura vuole. La presenza umana serve solo a controllare che il parto fili liscio e a intervenire in caso di necessità. Approfondiamo insieme l’argomento.

La gravidanza del cane dura circa 63 giorni, ovvero 9 settimane. Il travaglio inizia con sintomi non specifici come l’inappetenza o uno stato di agitazione. La futura mamma inoltre tende a governare la cuccia, a raccogliere e strappare pezze per rendere il giaciglio più confortevole per lei e per i suoi cuccioli al momento della nascita. L’unico sintomo veramente determinante di questa prima fase è il calo repentino della temperatura corporea che scende anche di un grado, fino a 37-37,5° C. Da questo momento al parto mancheranno tra le 12 e le 24 ore, nel quale si possono già avere le contrazioni ed uno stato agitato della futura mamma. Dalla cosiddetta rottura delle acque alla nascita del primo cucciolo passano tra i 30 ed i 60 minuti.

A seconda della razza e del caso specifico potranno nascere in media anche 5-6 cuccioli a distanza di 20 minuti/ 1 ora circa l’uno dall’altro. Un parto in tutto dura quindi dalle 3 alle 6 ore, ma può arrivare anche a durarne 24. Dipende dal numero totale dei piccoli e da come la cagna gestisce il suo parto. A volte può riposarsi tra un’espulsione e l’altra, fino anche a due ore (durante le quali accudisce i nuovi nati). Se passano più di 4 ore è però il caso di chiamare il veterinario (cosa da fare anche se superata l’ora dalla rottura delle acque, non esce il primo cucciolo).

La nostra futura mamma espelle i suoi cuccioli da sdraiata o accovacciata, spesso dopo aver fatto un paio di giri su se stessa! I cani nascono dalla testa, ma anche podalici. L’importante è in ambedue i casi che insieme a testa e coda escano rispettivamente entrambi le zampette anteriori e posteriori. Se questo non avviene con dei guanti sterili può essere utile aiutare il parto, cercando di girare verso destra o sinistra il piccolo, con delicatezza ed assolutamente “senza tirare”, ma assecondando le contrazioni uterine. Se si ha difficoltà, questo è un altro dei casi in cui è urgente chiamare il veterinario.

Il cucciolo nasce in genere avvolto nel sacco amniotico con tanto di placenta: la mamma provvederà a mordere via questo tessuto placentare e a mangiarlo. A  volte nascono solo con il cordone ombelicale e la placenta sarà espulsa ed egualmente mangiata a fine parto: solitamente in tali casi la mamma stessa romperò ed ingerirà anche il cordone. Poi comincerà a pulire il nuovo nato e a leccarlo a fondo. Questo stimolerà la respirazione e gli altri sensi del neonato. Quando comincerà (a volte dopo il “tradizionale pianto”) a girare la testa, significherà che vuole fare la pappa ed essere attaccato alla mammella.

Ben venga, ma se la mamma è agitata perché sta per uscire già il cucciolo successivo è importante spostare il piccolino affinché non sia schiacciato ed a volte anche intervenire se la cagna non è riuscita a ripulirlo bene. Basta un morbido panno pulito, nella maggior parte dei casi. Se invece fa da sola, non è opportuno intervenire. Finito tutto mamma e piccoli vanno posti in un giaciglio pulito e lasciati tranquilli per almeno due settimane. E’ buona norma provare solo a portare la mamma fuori per i bisogni e farla bere (non è necessario che mangi, le placente sono iperproteiche).

Fonte: Ambulatorio veterinario dottoressa Costa

Foto: Thinkstock

 

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