Cani nei ristoranti, i gestori sono perplessi nonostante la crisi

di Stefano Petrone Commenta

RistorantiIl 29 Marzo è entrato in vigore il nuovo regolamento comunale per il benessere e la tutela degli animali: “il proprietario del cane che vede rifiutato l’ingresso del proprio amico a quattro zampe nel locale, può rivolgersi ai vigili urbani”. In pratica però cosa succede?

A meno che gli esercenti non abbiano esposto in modo visibile all’entrata del locale l’apposito cartello che vieta l’ingresso ai cani, il ristoratore rischia di prendere una multa dai 25 ai 500 euro. Prima di poter affiggere il cartello i gestori debbono aver comunicato per iscritto le «motivazioni igienico-sanitarie».

Giuseppe Portolese, dirigente comunale del settore tutela animali, spiega: «Devono sussistere delle obiettive ragioni che impediscano l’ingresso dei cani. Penso, per esempio, a un’allergia del personale o del titolare. In ogni caso, quando la nostra struttura riceve una richiesta del genere la inoltra all’Asl di competenza alla quale spettano le verifiche. Comunque siamo di fronte a una svolta: prima di questo regolamento l’accettazione dei cani era a discrezione dei ristoratori, oggi non è più così. Servirà solo un po’ di “rodaggio”…».

Si spera che gli animali portati al ristorante siano stati educati, capaci di comportarsi in maniera giusta senza recare danno agli altri commensali, devono essere tenuti al guinzaglio o in braccio quelli di piccola taglia e, in alcuni casi, indossare la museruola.

Riguardo la «fase di rodaggio» bisogna far capire ai proprietari che bisogna comunicare con i ristoratori, si può prenotare spiegando, ad esempio, che si vorrebbe portare dietro un golden retriever, e prepararsi a sentirsi dire dei no.

Osserva Stefano Papini della Confesercenti: «È certamente una novità importante e giusta nella sostanza. Spetterà un po’ al buon senso di tutti trovare un sano equilibrio per rispettare la sensibilità di ciascun cliente: coloro che amano i cani e quelli che – per esempio – ne hanno paura».

Carlo Nebiolo dell’Epat parla della responsabilità dei proprietari: «Che gli amici a quattro zampe possano entrare nei locali è una conquista positiva. Certo, sarà necessario che i padroni educhino i propri animali in maniera corretta. Ci vorrà del tempo, una consapevolezza nuova. È stato così anche per il divieto anti fumo, poi ci siamo abituati e abbiamo fatto tutti un passo di civiltà».

Abbiamo visto come i negozianti abbiano aperto le porte dei propri negozi agli animali, vediamo cosa succederà con i proprietari che si portano dietro i cani per mangiare una pizza, sperando che i ristoratori si attengano al regolamento e che i proprietari abbiano animali adeguati altrimenti è giusto che i ristoratori prendano dei provvedimenti.

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Stefano Petrone

Laureando in Ingegneria delle Telecomunicazioni, lavoro da anni nel mondo del web, collaboro con alcuni negozi liguri a livello di marketing e scrivo per Seo Italy.
Fin da piccolo ho maturato una passione innata degli animali, specialmente i cani che seguo con tecniche di Pet Coaching.

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